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domenica 3 febbraio 2008


22 dicembre 2005

Dichiarazione di voto



Bilancio di previsione per il 2006




Questa sera siamo chiamati a discutere il bilancio di previsione preparato dalla nuova giunta.

Esso è l'atto fondamentale del comune, lo strumento attraverso il quale un'amministrazione realizza il programma politico.



Del bilancio è dunque la maggioranza a portarne la responsabilità ed è a lei che ne compete l'approvazione.



Alle opposizioni il compito non di approvare, ma di muovere i rilievi critici, evidenziare ciò che a loro dire non funziona o è contraddittorio rispetto alle intenzioni dichiarate nel documento programmatico e nella relazione previsionale e programmatica.



In quest'ultimo documento il sindaco rivendica orgogliosamente la continuità con la vecchia amministrazione.

Ora se si rivendica la continuità, cosa peraltro del tutto legittima, allora insieme ai meriti è necessario farsi carico anche delle responsabilità ed occorre indicare come si voglia porre rimedio agli errori più grossolani ed evidenti del passato.



E' incontrovertibile che i ritardi che hanno caratterizzato l'apertura del centro lungodegenti o la gestione del servizio rifiuti abbia avuto delle ripercussioni sulla situazione finanziaria del comune, così come la politica di ricorso ai mutui che ha praticamente bloccato la capacità di programmazione autonoma del comune.



Su queste cose, se non andiamo errati, è saltato un assessore senza che però si riuscisse ad imprimere un'accelerazione convincente all'apertura del centro lungodegenti e per quanto riguarda i rifiuti, dopo essere stati all'avanguardia con il progetto pilota di Pineta, oggi siamo costretti a ricorrere ad una proroga per adeguarci alla legge provinciale, mentre per l'indebitamento complessivo non possiamo più fare ricorso a prestiti e dipendiamo quasi totalmente dai finanziamenti della Provincia.



Sarà dunque la provincia a determinare il futuro di Laives scegliendo ciò che va finanziato e ciò che non ne ha la dignità e quindi di questa situazione l'attuale maggioranza, con l'esclusione di chi nella passata consiliatura era all'opposizione, porta una piena ed evidente responsabilità.







Vi è poi da rilevare una tendenza preoccupante ad avere bilanci sempre più miseri e questo proprio nel momento in cui a Laives, anche in relazione alla consistenza della sua popolazione, alle zone di espansione previste, all'andamento della congiuntura economica, all'andamento demografico (più anziani, più immigrati) sarebbe richiesta una maggiore capacità di spesa e di investimento: si passa infatti dai 35 milioni di Euro del 2004, ai circa 27 milioni del 2005 e ci si assesta intorno ai 20-22 milioni per i prossimi tre anni.



Di ciò la maggioranza sembra esserne conscia ed infatti a pagina nove del documento programmatico si parlava della necessità di "ricercare nuovi fonti di finanziamento", ma che nè nel bilancio del prossimo anno nè in quello triennale compaiono.



Certo, si dirà, è stata una scelta di correttezza e di trasparenza, ma nei fatti si rinuncia ad una programmazione a medio termine per l'impossibilità di conoscere in anticipo le somme a disposizione. Si tratta dunque di un impegno non rispettato che svilisce tra l'altro la funzione stessa del bilancio triennale, anche se abbiamo apprezzato lo sforzo di alcuni assessori di informarci dettagliatamente sui propositi negli anni a venire.







Permettetemi ora una considerazione generale sul bilancio.

Sia in commissione che nella relazione dei revisori dei conti si fa notare come la struttura del bilancio sia assai rigida: il 54% delle risorse è assorbito dal rimborso delle rate dei mutui (10,76% della spesa corrente) e dalle spese per il personale (37,94%) e ciò viene indicato come un problema.

Vi è forte la tendenza negli ultimi anni a considerare la spesa per il personale eccessiva e si tende a ridurla, esternalizzando i servizi ed il personale della cui sorte non sempre ci si preoccupa.



Forse è vero che in termini contabili ciò può rappresentare un problema, ma se ai freddi numeri sostituiamo le persone in carne ed ossa, ci accorgiamo come quello che può sembrare un ostacolo allo sviluppo dell'attività amministrativa sia una risorsa, una risorsa su cui va investito ulteriormente, e che non può essere considerata una fastidiosa zavorra.



E' una risorsa che va fatta fruttare mettendola in condizioni di lavorare, investendo nell'aggiornamento, coinvolgendo le persone nelle scelte e nella gestione.



Anche attraverso il coinvolgimento e la valorizzazione dei propri dipendenti passa la partecipazione ed il risparmio.



Ricorrere sempre meno alle consulenze esterne prevedendo in pianta organica alcune figure specifiche, ma soprattutto formando ed aggiornando il proprio personale permette di evitare di rivolgersi all'esterno, di avere persone più motivate e di fornire ai cittadini servizi di qualità rispondendo contemporaneamente ad una delle osservazioni fatte dai revisori dei conti.





Su questo argomento non abbiamo trovato nulla nella relazione previsionale e programmatica.







Veniamo ora ad un'altra considerazione.



Abbiamo appena menzionato la partecipazione e nel documento programmatico a pagina 8 si faceva cenno al bilancio partecipato quando "al fine di rendere i cittadini più partecipi delle scelte amministrative(...)" ci si impegnava a predisporre appositi questionari e ad organizzare momenti informativi.

Si tratta di uno di quegli aspetti che nelle intenzioni della giunta dovevano caratterizzare la nuova amministrazione eppure la fase preparatoria del bilancio non ha visto nessun momento significativo di coinvolgimento della popolazione nemmeno su aspetti anche parzialissimi del bilancio.

Ciò vuol dire che dalle parole non si è, almeno per il momento, passati ai fatti e a nulla vale che nella relazione dell'assessore Tommasini si ribadisca la volontà di "coinvolgere i cittadini nelle scelte progettuali e di indirizzo" privilegiando "il sistema delle assemblee a monte di un percorso di partecipazione" se poi concretamente e nelle scelte più importanti ci si dimentica di coinvolgere i diretti interessati.







Certo non tutto è negativo e non abbiamo problemi a dichiarare che ci sono aspetti positivi e convincenti e lo diciamo anche sulla scorta delle dichiarazioni del Sindaco.

Ciò che nuovamente ci trova concordi è la filosofia sociale, la scelta di non gravare ulteriormente sulle spalle dei cittadini, di non ritoccare le aliquote dell'addizionale IRPEF, l'ICI o le tariffe dei servizi. Ci convince anche perchè c'è stato un comportamento coerente in questa prima fase di consiliatura da parte almeno di alcuni assessori.



Condividiamo cioè l'assoluta necessità in questo momento di non aggravare ulteriormente le condizioni di vita non certo facili di numerosi strati della popolazione del nostro comune.



Certo si sarebbe potuto fare di più: intervenire sulle detrazioni per quanto riguarda l'ICI che è da considerare una delle tasse più odiose in quanto colpisce uno dei beni primari per la quale la stragrande maggioranza dei cittadini ha fatto sacrifici immani in un mercato drogato e senza controlli in cui i prezzi degli appartamenti hanno raggiunto cifre da capogiro.



Essa è però anche la tassa su cui si regge il comune e ridurla ulteriormente senza essere in grado di sostituirla con altri cespiti di entrata è praticamente impossibile.

Inoltre questa amministrazione si è insediata da poco e sarebbe troppo chiederle di aver già approntato una soluzione al problema anche se nel documento programmatico vi era l'impegno a riconsiderare le detrazioni sulla prima casa legandole al recupero di "eventuali zone e sacche di evasione".







L'altro aspetto che ci pare convincente è la decisione di agire sulle spese.



E' evidente che ridurre gli sprechi, rendere la macchina amministrativa più efficiente, individuare ciò che non va è il modo migliore per affrontare il problema della quadratura del bilancio.



La giunta ne fa un punto di orgoglio ed ha più volte sottolineato che essere giunti ad una riduzione del 4,11% delle spese a fronte di un aumento dei costi dovuti a maggiori carichi di spesa, è da considerare un'inversione di tendenza significativa.



Anche noi riteniamo che ciò andasse fatto con due osservazioni però:

  • innanzitutto non sempre rinunciare a spendere è la decisione più saggia perchè si rischia di ipotecare il futuro e di trovarsi impreparati rispetto a nuove esigenze.

    In tale quadro riteniamo positiva la decisione di soprassedere alla costruzione ex-novo della scuola materna di via Kennedy purchè si siano tenuti ben presenti gli andamenti demografici e l'aumento di popolazione derivante dalle nuove zone di espansione progettate;

  • secondariamente ci pare che sia mancato il coraggio di fare la stessa operazione per altre opere altrettanto costose e sicuramente meno necessarie.

    Ci riferiamo ad esempio al completamento della zona sportiva Galizia che non si è stati mai in grado di far decollare, di farne un'opera realmente al servizio della popolazione e che appare sempre più come una cattedrale nel deserto, sott'utilizzata e che comporta spese ingenti di manutenzione e di gestione.

    Pensiamo alla struttura per il gioco dei birilli troppo costosa e da considerarsi un lusso o alla copertura dello stadio del ghiaccio in zona Vallarsa, con l'aggravante che si tratta di un'opera che andrebbe a favore di un privato.


Questo è un modo di operare che avrebbe dovuto segnare una discontinuità con il passato perchè è quello che più si presta a critiche e che alimenta sospetti e il distacco sempre più forte tra politica e cittadini.



Inoltre sicuramente sarebbe stato meglio impegnare quei soldi in opere e servizi che mancano come ad esempio un pronto soccorso, di cui ormai è divenuta indispensabile la costruzione e a cui non v'è il minimo cenno nella relazione accompagnatoria o per colmare il grave ritardo che il comune di Laives ha nel far fronte ai problemi derivanti dal sempre più massiccio fenomeno dell'immigrazione.



Se oggi un immigrato viene a chiedere non un'informazione, ma la soluzione ad un problema abitativo, cosa è in grado di fare il comune di Laives oltre che indirizzarlo a Bolzano?

Scaricare il problema sul capoluogo di provincia non ci sembra nè una politica giusta, nè lungimirante.







Per quanto riguarda le relazioni degli assessori Delli Zotti e Ceschini abbiamo apprezzato l'intenzione di introdurre "la logica premiale e di sostenimento di iniziative progettuali che non siano di corto respiro", ma poi non ci si allontana da una gestione dell'esistente senza innovare o ampliare l'offerta tanto che viene da chiedersi se per l'attuazione di quel programma sia proprio necessario una delega specifica.

Molto più convincenti erano stati gli assessori quando in commissione avevano esplicitato l'intenzione di favorire la cooperazione tra le varie società che, se trasversale ai gruppi linguistici, avrebbe anche il merito di sviluppare la pacifica convivenza e la conoscenza della seconda lingua.



Anche nel campo delle sovvenzioni alle associazioni sportive e culturali non vediamo una effettiva inversione di tendenza. Certo vi è il tentativo di impostare una politica culturale del comune, ma è un'intenzione esplicitata in commissione, anche con forza, che però non trova ancora riscontro pieno, deciso, incontrovertibile nella relazione previsionale e programmatica.



Noi riteniamo che le associazioni vadano sostenute anche più di quello che si fa attualmente, ma è il modo in cui lo si fa che ci sembra poco proficuo e dispendioso.

Finora il comune si è mosso per dare una sede ad ogni associazione, ma in base ad un'indagine fatta in passato risulta che le associazioni più attive utilizzano le sedi al massimo per un paio di giorni alla settimana e solo per qualche ora.

Si tratta di uno spreco di risorse non sopportabile.

Noi riteniamo che sarebbe molto più produttivo puntare alla fornitura di tutta una serie di servizi, arrivare all'utilizzo comune delle sedi, degli strumenti e delle apparecchiature necessarie per le attività sociali in modo che attraverso il recupero di risorse finanziare si possa attuare una effettiva politica culturale del comune.







Un ultimo punto ci preme affrontare ed è quello della esternalizzazione dei servizi, anche sulla base delle risposte ricevute alle interrogazioni ed alle precisazioni del Sindaco.



E' evidente che non pretendiamo che la giunta ci informi su decisioni che non sono state ancora prese, ma crediamo che sia giusto rendere noto il percorso che si vuole seguire per arrivare ad una decisione condivisa e partecipata.



Diciamo questo perchè, secondo noi, questa è materia che necessita il coinvolgimento preventivo di tutti i soggetti interessati e pertanto occorre, visti i tempi imposti dalla legge, muoversi sollecitamente.



Notizie non confortanti ci giungono poi sul destino del trasporto pubblico e tutto ciò senza che vi sia il coinvolgimento del consiglio e dei cittadini.



Inoltre ciò che ci rende sospettosi è la correlazione che troppo spesso si stabilisce tra esternalizzazione e risparmio economico cosa che evidentemente tradisce la preoccupazione prima dell'amministrazione, mentre secondo noi vi sono altri parametri che vanno considerati ed in primis la qualità del servizio, il contenimento delle tariffe, la sorte dei lavoratori di quei servizi.



Vi è insomma ancora un'indeterminatezza che ritroviamo spesso anche nelle relazioni degli altri assessori ed è in base a queste considerazioni e ad una coerenza con le motivazioni che ci hanno portato a non approvare il documento programmatico, che, pur riconoscendo indubbi meriti a questa Giunta, non ci sentiamo di approvare il bilancio e pertanto voteremo contro.

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