18 novembre 2006
Aeroporto
Rifondazione Comunista - Laives
L'altra sera il consiglio comunale ha messo definitivamente la parola fine alla proposta di referendum consultivo sull'ampliamento dell'aeroporto di S.Giacomo.
La vicenda, iniziata con la preventiva dichiarazione di inammissibilità da parte del presidente della provincia Durnwalder, si è conclusa nel peggiore dei modi.
Il consiglio ha preso atto della correttezza formale del procedimento, ma ha lasciato irrisolta la questione del diritto dei cittadini di esprimere un parere su una questione che incide direttamente sulla loro qualità di vita.
Il rifiuto di porre il sigillo formale sulla vicenda avrebbe avuto un significato altamente politico e di impegno civile e avrebbe ridato credibilità all'istituzione come rappresentante dei cittadini.
Ci si è attenuti invece, in maniera burocratica, a quanto previsto dallo statuto, senza nemmeno una dichiarazione, una valutazione, un impegno per il prosieguo in futuro ed in altre forme della battaglia.
Nel concreto se la maggioranza, a partire dal Sindaco che è un esperto in materia, aveva deciso di appoggiare l'iniziativa del comitato, vuol dire che credeva nella legittimità del quesito e ci ha sorpreso quindi vedere ampi cenni di consenso alla decisione del comitato dei saggi.
Se si riteneva improponibile la consultazione referendaria bisognava dichiararlo apertamente sin dal primo momento indirizzando la battaglia dei cittadini verso altre forme, se invece, come noi crediamo, il referendum era ammissibile e legittimo, oggi andava stigmatizzata la decisione degli esperti.
Ora leggiamo che il nostro primo concittadino chiede di entrare nel comitato di mediazione proposto dal presidente Durnwalder, ma egli è persona troppo esperta per non sapere che quel comitato è stato costituito per tentare di evitare un pronunciamento popolare che metterebbe in seria difficoltà la politica e che con la sua entrata avvallerebbe questa operazione.
Noi invece chiediamo se, come più volte dichiarato da forze importanti della maggioranza, vi è ancora l'intenzione di assumere in prima persona l'impegno a portare avanti la battaglia contro l'ampliamento della struttura di via Baracca nelle forme di un coinvolgimento attivo della popolazione.
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