15 ottobre 2005
Polemica sulla mancata approvazione dell'OdG
Rifondazione Comunista - Laives
Rifondazione Comunista ritiene che con la mancata approvazione dell'ordine del giorno sul Centro guida sicura di Vadena si sia persa un'occasione importante per mettersi in sintonia con i movimenti di protesta che si sono susseguiti in questi ultimi tempi e per rendere permeabile il Consiglio alle ragioni dei cittadini.
Nel frattempo le manifestazioni continuano in forme diverse nonostante la decisione della provincia di dare inizio ai lavori.
Evidentemente l'esperienza del Comitato civico di Pineta che è riuscito, in totale solitudine e contro ogni previsione, a modificare le intenzioni delle autorità provinciali sul tracciato della SS12 sta facendo scuola.
Procedere alla costruzione di un'opera che sottrae risorse al settore dei trasporti proprio nel momento in cui ai cittadini viene chiesto di lasciare a casa la propria automobile per non inquinare appare ai più incomprensibile. Non ci risulta infatti che motocross, go-kart e veicoli militari siano dotati di filtri Fap o di motori Euro 4.
Le giustificazioni delle varie parti politiche, che in precedenza si erano espresse contrariamente alla costruzione del centro di essere fuori tempo massimo, ci convincono poco. L'ordine del giorno non impegnava infatti più di tanto nessuno essendo l'espressione di una preoccupazione, la condanna di un modo di operare della provincia poco rispettosa delle autonomie locali e l'auspicio ad un ripensamento.
Certo si poteva non condividere il tono, il linguaggio, ma su questo eravamo disposti a modifiche e comunque nulla vietava la proposizione di un documento alternativo che, come dichiarato, saremmo stati disponibili a votare.
La verità è che molti non sono contrari nè al Centro guida sicura, nè alle opere connesse e per gli altri vale quanto affermato dal consigliere Mumelter: "come facciamo a presentarci in provincia con questo ordine del giorno e poi chiedere qualcosa per il nostro comune?".
Sono dunque considerazioni di opportunità politica a mettere in secondo piano le ragioni dei nostri concittadini.
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