Visualizzazioni totali

domenica 3 febbraio 2008

12 novembre 2005

Mozione del centrodestra per ottenere uno "status di specialità" per i comuni superiori ai 15.000 abitanti


Rifondazione Comunista Laives



La mozione presentata dai consiglieri del centro destra allude, almeno formalmente, ad un problema vero e merita dunque di essere presa seriamente in considerazione.

Essa attiene al concetto di autonomia e di partecipazione, al ruolo che sono chiamati a svolgere gli Enti locali, ai modi in cui i cittadini di un determinato territorio possono partecipare alle scelte che li riguardano.



La nostra autonomia è nei fatti basata su un potere pressochè assoluto della provincia che governa al di sopra di tutti mentre i cittadini (italiani, tedeschi, ladini, immigrati) subiscono più che partecipare.

I cittadini in sè, secondo questa visione, non esistono se non come aggregato etnico-linguistico, come entità scollegata dal territorio in cui vivono.

Non è infatti normato il diritto dei mistilingui o degli immigrati: essi hanno diritti solo se si aggregano ad uno dei gruppi riconosciuti, e solo come membri di quel gruppo.

Ciò che viene completamente disconosciuto è il loro ed il nostro diritto come abitanti di un territorio di essere partecipi delle scelte che ci riguardano.



Lo statuto d'autonomia è naturalmente il testo di riferimento da cui partire.

Alla provincia di Bolzano è demandata tutta una serie di competenze e l'articolo 18 dello statuto di autonomia recita: "La Regione esercita normalmente le funzioni amministrative delegandole alle Province, ai Comuni e ad altri Enti locali o valendosi dei loro uffici. (omissis)".



Dunque è previsto dallo stesso statuto che la provincia possa delegare funzioni amministrative ai comuni o ad altri Enti ed è quindi su questa base che, oggi, si possono richiedere certe deleghe pretendendo la piena applicazione dello statuto.

Non è invece prevista dallo statuto la possibilità di uno "status di specialità", e quindi questa è una richiesta improponibile che richiederebbe la modifica dello statuto stesso.

Resta comunque la possibilità di richiedere alla provincia l'attribuzione di determinate competenze amministrative.



Ma per chi? E quali?



Vanno individuati dei criteri con cui redistribuire le prerogative provinciali. La consistenza della popolazione è uno dei criteri, ma non di certo l'unico, ne forse il più appropriato e comunque mai e poi mai l'autonomia deve diventare norma di tutela di un gruppo.

Inoltre noi riteniamo che questa sia materia di discussione ampia e non di artifici propagandistici.



La delicatezza e l'importanza della questione richiede a nostro avviso una discussione molto più approfondita, che coinvolga molti più soggetti e che tenga conto di alcune novità, come la cosiddetta devolution in discussione al parlamento, novità che hanno mutato e mutano il quadro di riferimento in cui ci muoviamo.

Ci riferiamo alla riforma costituzionale del 2001, alla legge Bassanini e alla modifica intervenuta del titolo V della Costituzione.



Solo aprendo un confronto serio con la provincia e con gli altri attori istituzionali si potrà arrivare ad un assetto nuovo, ad un'autonomia allargata che faccia perno sulla partecipazione democratica dal basso, ma a questo fine va sgombrato il campo da tentazioni nazionalistiche.



O la richiesta di diritti è per tutti, al di là del gruppo etnico di appartenenza o non si fa che rinfocolare divisioni e rancori che certamente non porteranno a nulla di buono.



Ma c'è dell'altro.

Ci sono altre considerazioni che ci spingono a diffidare della mozione presentata dai colleghi del centrodestra.

Abbiamo detto che la mozione ci pare un artificio propagandistico, ma di che cosa e a quali fini?

Qual è l'idea che si intende far passare? Qual è il progetto, la concezione di autonomia che ha il centro destra e AN in particolare?

E' a questo quesito che dobbiamo rispondere per poter dare una valutazione corretta della mozione.



Il centro destra, nelle sue varie sfaccettature, si è storicamente presentato come il difensore degli italiani e dell'italianità. Oggi coniuga questo principio, questa sua propensione con una realtà che nel frattempo è mutata.

Ci sbaglieremo, ma a noi sembra che vi sia una presa d'atto, un realismo che porta a fare questo ragionamento: rivendicare l'italianità del Sudtirolo è oggi improponibile specialmente per una forza che prima o poi vuole governare e che perciò deve fare i conti con l'SVP.

Spostiamo dunque la difesa degli italiani in quei centri in cui la loro presenza è ancora consistente o addirittura maggioritaria e rivendichiamo per loro un'autonomia interna all'autonomia provinciale.



Si tratta della creazione di enclaves in cui ognuno si amministra per se senza interferire nelle questioni dell'altro, quasi delle monadi impossibilitate a comunicare con quello che le circonda.

Si tratta di una concezione resistenziale, da ultimo baluardo difensivo di una italianità che nessuno sa esattamente che cosa sia. E' la ripresa del principio del vecchio Benedikter di una convivenza da separati in casa. Nessuno rinuncia al diritto di difendere il proprio gruppo linguistico, ma rinuncia ad un'idea di convivenza alta e altra.



Noi questo non lo accettiamo!

Per noi la convivenza è incontro, mescolanza, crescita comune degli individui che abitano un territorio e l'autonomia non può che essere per tutti al di là delle percentuali di italiani o di tedeschi.



Queste sono le nostre convinzioni e pertanto ci interessa che ad esempio a Laives il conflitto aperto con la provincia in questi giorni sulla dislocazione del centro guida sicura non sia visto come una battaglia contro i cattivi tedeschi della Provincia, ma come il tentativo di una comunità in cui vivono italiani, tedeschi, immigrati di nuova o vecchia generazione, di riappropriarsi del proprio futuro.



E' questa l'idea che abbiamo quando diciamo che va aperto un contenzioso con la provincia. E' l'idea che i cittadini riprendano nelle loro mani la progettazione del loro futuro e di quello dei loro figli che è un futuro di convivenza, di pace, di sviluppo ecosostenibile.



E' dunque per i motivi che abbiamo appena esposto che voteremo contro la mozione presentata dai consiglieri del centrodestra.

Nessun commento:

Posta un commento