Visualizzazioni totali

Visualizzazione post con etichetta trasporti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta trasporti. Mostra tutti i post

lunedì 4 febbraio 2008

22 aprile 2007

Aeroporto: responsabilità dell'amministrazione



Rifondazione comunista - Laives



Continua con successo, anche in questi giorni, la raccolta delle firme per la consultazione referendaria sull'ampliamento dell'aeroporto e per una maggiore democrazia, ma senza che da parte del mondo politico di Laives vi sia stato un sostegno convinto e tangibile.



Finora, oltre a rifondazione, solo i verdi ed il consigliere Nicolussi si sono impegnati concretamente nella raccolta delle firme, mentre è di questi giorni la confortante notizia che, dopo un lungo travaglio, anche i DS locali parteciperanno al buon esito dell'iniziativa referendaria.



Persiste invece l'assordante silenzio da parte dell'amministrazione comunale, incapace di prendere una posizione chiara sullo scalo di S.Giacomo e sui problemi ambientali e di salute che il previsto ampliamento solleva.



Saremmo pertanto curiosi di sapere fin d'ora cosa risponderanno la maggioranza nel suo complesso ed i rappresentanti dell'SVP in particolare, quando verrà chiesto loro cosa hanno fatto per difendere il diritto dei loro amministrati ad esprimersi ed a veder salvaguardati salute ed ambiente.



E' evidente che a quel punto sarà troppo tardi per dare una mano nella raccolta delle firme e si sarà persa la possibilità di far pesare nella mediazione l'opinione dei cittadini.



Un numero eccezionale di firme raccolto in poco tempo nel nostro comune sarebbe uno strumento di straordinaria pressione sulla mediazione e non farne uso è ai più incomprensibile. Se a questo si aggiunge che, come più volte dichiarato dal sindaco, si rinuncia ad un ruolo attivo nel processo di mediazione lasciando che siano altri a prendere le decisioni, si comprende perchè siano sempre di più i cittadini che diffidano della politica.
26 marzo 2007

Interrogazione: al Sindaco e all'Assessore competente



Bilancio SASA




Tenuto conto che:

    l'Alto Adige del 18 aprile, nelle pagine interne, riportava in un breve trafiletto i risultati dell'azienda Sasa riferiti al 2006.

    Nella sua relazione al consiglio comunale di Bolzano il presidente uscente ha sottolineato come il patrimonio netto assoluto dell'azienda sia cresciuto dal 2001 di 789.000 euro, gli autobus siano 147 di cui 90 nella sola Bolzano e l'utile di esercizio sia aumentato del 21,5% passando dai 110.000 euro del 2005 ai 134.000 euro del 2006.



    Contemporaneamente è stata evidenziata una perdita netta complessiva di passeggeri rispetto al 2005 di 187.692 passeggeri di cui 204.000 in meno a Bolzano compensati da 52.000 in più a Merano.



    Se i dati fossero confermati, anche solo parzialmente, si tratterebbe a nostro avviso del fallimento di una politica che dichiarava di puntare su un maggior uso dei servizi pubblici e poichè il nostro comune, che è presente nel consiglio di amministrazione della Sasa, non ha mai avanzato critiche alla gestione, è corresponsabile del mancato raggiungimento dell'obiettivo.



    Tutto ciò premesso:

il sottoscritto consigliere comunale chiede:




  • se sia prevista una relazione al consiglio da parte del presidente della Sasa;

  • di conoscere i dati disaggregati relativi alla tratta Laives-Bolzano per quanto riguarda il numero di passeggeri trasportati nell'ultimo lustro, suddivisi per anno;

  • a cosa sia imputabile, nel caso di una conferma del dato anche per la tratta Laives-Bolzano, il calo dei passeggeri trasportati;

  • quale sia il giudizio complessivo che viene dato dall'amministrazione sui risultati non solo economici della gestione dell'azienda Sasa.


Si richiede cortesemente risposta scritta.



Rosario Grasso, Consigliere comunale

Interrogazione: al Sindaco e all'Assessore competente



Mobilità in Bassa Atesina e "terzo binario"




Tenuto conto che:


  1. di recente il sindaco di Laives ha ribadito sulla stampa l'importanza che ha per la nostra città la costruzione del terzo binario;

  2. purtroppo, nei giorni immediatamente successivi, l'assessore provinciale ai trasporti T. Widmann ha annunciato di voler abbandonare proprio quel progetto argomentando che con la costruzione del tunnel del Brennero e delle relative tratte d'accesso si libererà la vecchia linea che potrà essere usata per il servizio regionale;

  3. affermare questo vuol dire rimandare di decenni la soluzione ai problemi di mobilità non solo del nostro comune, ma di tutta la Bassa Atesina, mentre con la costruzione del terzo binario si libererebbero tratte della vecchia linea consentendo il suo pieno utilizzo e contemporaneamente, in tempi relativamente rapidi e certi, si potrebbe avere una linea di metropolitana di superficie con le relative stazioni;


il sottoscritto consigliere comunale chiede:




  • se l'amministrazione ritenga ancora irrinunciabile la costruzione del terzo binario;

  • se abbia in qualche modo manifestato nelle sedi ufficiali la propria contrarietà all'abbandono del progetto ed in quali forme;

  • in caso contrario se non si ritenga necessario:


    • far conoscere ufficialmente nelle sedi opportune la propria contrarietà all'abbandono del progetto;

    • ricercare il consenso ed il sostegno degli altri comuni interessati;

    • individuare insieme le forme più appropriate di pressione e/o di persuasione affinchè "un progetto pronto e finanziabile in tempi brevi" non venga definitivamente accantonato.




Si richiede cortesemente risposta scritta.




Rosario Grasso, Consigliere comunale
8 marzo 2007

Per una politica di sviluppo del territorio



Rifondazione comunista - Laives



La situazione ambientale della Bassa Atesina sembra destinata ad aggravarsi ulteriormente e le notizie che giungono quasi quotidianamente sono sempre più preoccupanti.



E' di questi giorni l'annuncio che il terzo binario non si farà e che la variante a Pineta ha trovato nuovi ed inattesi ostacoli.



Contemporaneamente il progettato ampliamento dell'aeroporto, l'inceneritore di Bolzano, il centro per la co-combustione dei fanghi in Bassa Atesina e il costruendo centro di guida sicura, contribuiranno a congestionare ulteriormente il traffico e immetteranno altri inquinanti nell'aria che respiriamo.



Le tratte d'accesso al tunnel del Brennero infine sconvolgeranno l'ambiente e distoglieranno risorse da settori fondamentali per i cittadini senza riuscire a risolvere per decenni i problemi causati dall'attraversamento dei centri abitati da parte della ferrovia.



L'impressione è che manchi una politica complessiva di sviluppo del territorio e che si affrontino i problemi separatamente uno dall'altro senza vederne le connessioni e cioè nel modo meno opportuno per affrontare tematiche che per la loro complessità richiederebbero altri approcci.



Quando poi si interviene su un singolo problema succede sempre qualcosa che blocca gli iter decisionali ed allunga i tempi di attuazione delle opere programmate.



Le conseguenze ricadono sui cittadini, che non vedono risolti i loro problemi, e sulle casse pubbliche, che si trovano a dover sostenere ulteriori spese anche per la lievitazione dei prezzi che i ritardi comportano.



Tutto ciò non può essere casuale e richiederebbe un ripensamento sul funzionamento della propria macchina amministrativa così come sulle politiche di sviluppo del territorio che si intendono mettere in campo.



Una conferenza, un tavolo che mettesse insieme comuni, associazioni, forze politiche e sindacali, università ed esperti dei vari settori per discutere le politiche della e per la Bassa Atesina potrebbe essere un primo passo, ma occorre che si prenda coscienza della situazione e della necessità di un approcio globale ai problemi.



A Laives, sia per le dimensioni del comune che per la vicinanza alle strutture maggiormente impattanti, spetta il primo passo.
7 marzo 2007

Terzo binario irrinunciabile per Laives



Rifondazione comunista - Laives



Il terzo binario è irrinunciabile e bene ha fatto il sindaco di Laives nei giorni scorsi a ribadirlo anche se, subito dopo, l'assessore Widmann ha annunciato di voler abbandonare proprio quel progetto.



La costruzione del tunnel del Brennero e delle relative tratte d'accesso, secondo il ragionamento dell'assessore provinciale, libererà la vecchia linea che potrà essere usata per il servizio regionale.



Affermare questo vuol dire prendere in giro i cittadini: in alta val d'Isarco le ruspe sono già al lavoro, mentre per le tratte d'accesso non vi è ancora nulla, nemmeno sulla carta.

Mancano ancora i progetti e non esiste un vero piano di finanziamento e dunque come si pensa di garantire la promessa contemporaneità dei lavori?

Immaginare inoltre di risolvere il problema dei trasporti con un'opera faraonica a cui sono interessati solo i costruttori, è semplice follia: per gli sconvolgimenti ambientali che provocherà, per le risorse che verranno sperperate e sottratte ad altri settori, per l'assurda idea che il solo transito di merci porti qualche beneficio alla nostra economia.



L'attuale linea, oggi sottoutilizzata, con gli ammodernamenti che sono già in corso e quelli programmati, è in grado di sopportare tranquillamente l'aumento del traffico di persone e di merci previsto, purchè si dia il via al terzo binario, si progettino le stazioni e si continuino a sviluppare le opere a protezione delle popolazioni nei centri attraversati dalla ferrovia.



Il terzo binario è dunque indispensabile e l'amministrazione di Laives, a questo punto, deve prendere iniziative forti affinchè un'opera già progettata e che era anche stata finanziata, non venga abbandonata, con il rischio che per decenni non si possa più dare risposta ai problemi dei pendolari della Bassa Atesina e del nostro comune in particolare.
5 marzo 2007

Il tunnel del Brennero è un buco nero


Commento al resoconto di Claudio Vedovelli




di Fabio Visentin



Ringrazio Claudi Vedovelli per il resoconto sul convegno "Il tunnel del Brennero è un buco nero".



A proposito del commento dell'Alto Adige di oggi al convegno e in particolare alle contrapposizioni gridate, forse auspicate, soprattutto nel titolo, voglio precisare che Rifondazione comunista vede con favore il successo di tutte le iniziative che si oppongono a quest'opera "insensata, costosa e inutile".

Tra queste iniziative c'è la manifestazione indetta per sabato 10 marzo.

Siamo profondamente convinti che per bloccare il progetto del tunnel e sostituirlo con proposte meno rovinose per l'ambiente, meno costose e realizzabili in breve tempo, si debba operare ricercando il massimo di unità possibile tra tutte le forze che si sono finora dichiarate contrarie e che occorre fare di tutto per allargare il fronte dell'opposizione.



Siamo convinti che la forza del movimento non può che fondarsi sull'unità tra la popolazione delle valli minacciate direttamente e i cittadini che si oppongono ad un modello di sviluppo insensato.

Siamo convinti anche della necessità di evitare di costruire contrapposizioni aprioristiche tra i cittadini e le loro rappresentanze istituzionali. Anche noi pensiamo che uno dei motivi di forza del popolo della Val di Susa sia la grande unità raggiunta e la presenza dei loro sindaci alla testa del movimento.

E proprio per questo pensiamo che vadano evitati atteggiamenti di primogenitura e concorrenza, non ci devono essere primi della classe e neppure preclusioni aprioristiche.

Proviamo invece tutti assieme a valutare la possibilità di costruire un coordinamento unitario e democratico di tutte le forze disponibili a questa lotta.
4 marzo 2007

Iniziativa su "Tunnel del Brennero"


di Claudio Vedovelli



Si è tenuto ieri pomeriggio il convegno promosso da Rifondazione Comunista dal titolo "Il tunnel del Brennero è un buco nero" al quale hanno preso parte esperti e politici dei paesi dell'arco alpino ma anche politici locali.

Dispiaciuti per l'assenza di Erasmo Venosi portavoce dei comitati veneti contro l'alta velocità, una voce apartitica e competente che doveva essere presente.



La parte introduttiva e di presentazione del problema è stata affidata al Presidente del Consiglio Provinciale, il verde Dello Sbarba, il quale, utilizzando i "loro" dati (Provincia, RFI e società BBT connesse), ha mostrato come esistano diverse profonde contraddizioni su un progetto ancora molto vago nei tempi di attuazione e nei finanziamenti.



Il presidente ha confermato che le linee attuali sono sotto utilizzate e che le Ferrovie stanno attuando lavori di potenziamento della linea del Brennero, che da soli porteranno, con costi e impatti ambientali assai minori, ad un aumento del traffico del 50%, non lontano dagli effetti del BBT.



Il secondo problema sono le tratte di accesso, per le quali non esistono per ora nè soldi, nè progetti e che rappresenteranno un tipico "collo di bottiglia" della viabilità ferroviaria su questo tratto.



Punto importante sottolineato da Dello Sbarba è che il progetto BBT comunque non porterebbe automaticamente ad una riduzione del traffico su gomma, senza una politica delle rotaie e un aumento delle tariffe autostradali, che disincentivino quel tipo di trasporto.



Sepp Obermeier portavoce della federazione bavarese di Die Linke-PDS, ha confermato che ci sono delle sopravalutazioni delle previsioni di traffico e che esiste una forte concorrenza dei trafori svizzeri e che in sintesi questo progetto appare come una gigantesca speculazione finanziaria.



Josef Stingl del partito comunista austriaco, ha evidenziato come gran parte del traffico attuale sia inutile e dannoso e comporti gravi disagi per le popolazioni residenti e grossi problemi finanziari.



Molto interessante l'intervento di Mario Branchicella, ferroviere del dipartimento di Bolzano che ha elencato i grossi problemi tariffari, normativi e di gestione del traffico ferroviario di una linea che corre in un tunnel divisa fra 2 nazioni con situazioni legislative diverse e che in questo senso nulla si è ancora fatto.

Ma ancora più grande appare il problema dell'uso di tensione e voltaggio diversi della corrente elettrica nei diversi stati per spingere i treni, che ancora oggi costringono a cambiare locomotive al Brennero.

Branchicella ha proposto chiaramente quale potrebbe essere l'alternativa al BBT: ammodernare la linea esistente, differenziare la linea esistente fra trasporto pubblico locale e merci con inserimento di un 3° binario e soprattutto varare un piano di intermodalità fra le diverse possibilità di movimento: non spostare la stazione di Bolzano e sviluppare il tanto promesso metrò di superficie.



Ugo Boghetta responsabile nazionale trasporti PRC-Sinistra Europea ha sottolineato la mancanza di fondi attualmente disponibili e che l'idea che l'Italia debba divenire una piattaforma strategica per le merci verso i nuovi mercati (in particolare Est, ma soprattutto Cina) offra più svantaggi in termini di popolazione e ambientali, che vantaggi occupazionali ed economici.

Bisognerebbe invece dare più soldi per i trasporti urbani, che sono il collo di bottiglia della mobilità.



Al termine delle relazione si è sviluppato un dibattito con diversi interventi di diversi esponenti del gruppo NO TAV-NO Ince di Bolzano e di Trento.

E' stato affermato soprattutto che mentre si discute, in val d'Isarco ci sono già le ruspe e i cantieri sono aperti e per questo la popolazione locale è molto preoccupata e si mobiliterà.

E' stata quindi annunciata una manifestazione con successiva assemblea popolare contro la TAV che si terrà a Bolzano il 10 marzo 2007.



Il Presidente del Consiglio Provinciale verde Dello Sbarba ha affermato che la lotta sul BBT appartiene alla popolazione locale che non è stata informata della manifestazione e che è l'unica legittimata rappresentante della battaglia contro il BBT.



Di informazione ha parlato anche un rappresentante dei DS, lavoratore RFI, che ha invece sostenuto che l'informazione sul BBT alle popolazioni è stata fatta già da anni.

In sintesi RFI e società coinvolte hanno informato, i Verdi certamente hanno informato, ma soltanto ora, davanti alle ruspe, la popolazione si rende conto che non di parole si tratta, ma di fatti che coinvolgeranno e sconvolgeranno la loro vita quotidiana.
15 febbraio 2007

La popolazione va ascoltata, non sorvolata!



Rosario Grasso, consigliere comunale - Laives e Fabio Visentin -Segretario provinciale di Rifondazione Comunista



La vicenda dell'ampliamento dello scalo aeroportuale di S.Giacomo, mette in luce un deficit di democrazia nella nostra provincia molto preoccupante.



Le associazioni ambientaliste hanno giustamente individuato nel referendum l'unica arma efficace contro l'arroganza del potere economico e politico racchiudendo sinteticamente le loro critiche nello slogan: la popolazione va ascoltata e non sorvolata!



Bolzano, la Bassa Atesina, ma anche il resto della provincia, non hanno la necessità di strutture fortemente impattanti che, invece di migliorare la qualità di vita dei suoi abitanti, ne mettono a rischio la salute.

Ci riferiamo all'inceneritore, al tunnel di base del Brennero, al centro guida sicura, alle tratte d'accesso in galleria fortemente volute dalla Provincia e dalle lobbies economiche, ma osteggiate dalla popolazione.



Rifondazione Comunista appoggia pertanto la battaglia delle associazioni ambientaliste e mette a disposizione le sue forze a sostegno del referendum propositivo e per la riuscita della manifestazione di venerdì prossimo.

Contemporaneamente continua a partecipare con alcuni suoi rappresentanti alla mediazione con l'intento di verificare fino in fondo la possibilità di giungere alla certificazione del grado di inquinamento del territorio e il grado di applicazione delle disposizioni legislative e normative nazionali ed europee.



Al di fuori di questo la mediazione perde di interesse.



In ogni caso vanno consultati i cittadini.
13 febbraio 2007

Mozione: al Sindaco e all'Assessore competente



con la cittadinanza sul tema: "Ampliamento dell'aeroporto di San Giacomo"




L'attuale maggioranza, sia nei programmi elettorali che nelle dichiarazioni programmatiche, ha sempre puntato decisamente ad instaurare un rapporto nuovo con i propri amministrati, tanto che nel programma di Giunta si può leggere: "Il prossimo quinquennio amministrativo deve garantire un vero e proprio salto di qualità nei rapporti tra amministrazione pubblica e cittadini. E' fondamentale, allora, creare le condizioni perchè tutti i cittadini possano partecipare concretamente all'attività politico-amministrativa e sociale della nostra comunità, in modo da far rinascere la fiducia verso l'istituzione comunale".

Tenuto conto che:


  1. relativamente ad una grande opera come l'ampliamento dell'aeroporto di S.Giacomo l'amministrazione comunale non ha ancora informato ufficialmente la popolazione sulle conseguenze per il nostro territorio di tale intervento;

  2. un ulteriore ampliamento della struttura aeroportuale di S.Giacomo andrebbe ad aggravare una situazione ambientale già profondamente compromessa;

  3. tutti i medici di base del Comune di Laives hanno espresso forti preoccupazioni per le ripercussioni sulla salute dei cittadini qualora dovessero aumentare il numero dei voli sul nostro territorio;

  4. l'amministrazione comunale è coinvolta attivamente negli incontri di mediazione del dott. G. Falk;


tutto ciò premesso:




  • il consiglio comunale impegna il Sindaco e l'Assessore competente ad organizzare uno o più incontri sul territorio comunale entro la conclusione della mediazione, in modo da informare, sensibilizzare e coinvolgere la popolazione locale sulla questione dell'ampliamento dell'aeroporto di S.Giacomo.


Si richiede cortesemente risposta scritta.



Rosario Grasso, Consigliere comunale
13 febbraio 2007

Mozione: al Sindaco e all'Assessore competente



Incontro con il responsabile ENAC




Tenuto conto che:


  1. l'apertura, l'ampliamento o la modifica di uno scalo aeroportuale prevedono la verifica da parte dell'ENAC degli adempimenti indicati dalle disposizioni legislative e normative vigenti. Di fondamentale importanza è il "Piano di Sviluppo Aeroportuale" la cui predisposizione è indispensabile al fine di ottenere la concessione per la gestione dell'aereoporto.

    Il "Piano di Sviluppo Aeroportuale" è un documento molto complesso e di grande importanza è la parte che attiene al rispetto ed alla tutela dell'ambiente e del territorio. Essa prevede "attente valutazioni volte alla limitazione dell'impatto ambientale dei sedimi aeroportuali ed alla riduzione dell'inquinamento acustico ed atmosferico".

    Il solo Masterplan dunque non è sufficiente per ottenere la concessione e non risulta esservi traccia di altri documenti altrettanto fondamentali.

    Al fine di esprimere un giudizio ponderato e per poter partecipare con cognizione di causa al processo di mediazione è necessario pertanto possedere un numero maggiore di informazioni, capire ciò che la legislazione attuale prevede, se esista un "Piano di Sviluppo Aeroportuale" e se sia stato elaborato in tutte le sue parti;


tutto ciò premesso:




  • il Consiglio Comunale impegna la Giunta ad organizzare in tempi rapidi un incontro con il responsabile Enac per l'aereoporto di S.Giacomo, dott. Manfred Mussner, il quale, per la sua attività istituzionale di regolazione e controllo del settore aereo, è la persona più adatta per rispondere ai dubbi ed alle curiosità di cui sopra ed in particolare sulla esistenza o meno di un "Piano di Sviluppo Aeroportuale" e più in generale sulla ottemperanza alle disposizioni legislative e normative in vigore.


Si richiede cortesemente risposta scritta.



Rosario Grasso, Consigliere comunale
13 febbraio 2007

Interrogazione: al Sindaco e all'Assessore competente



Rappresentanza del Comune di Laives nel processo di mediazione




Tenuto conto che:


  1. da qualche tempo è in corso la mediazione del dott. G.Falk sull'aereoporto;

  2. allo stato attuale ancora non è chiaro quali siano gli intendimenti che si prefigge la mediazione, nè come sia concretamente organizzata;

  3. sin dal primo momento il Sindaco ha chiesto di avere un proprio rappresentante all'interno della mediazione;


il sottoscritto consigliere comunale chiede:




  • chi, di volta in volta, partecipi alla mediazione;

  • se si sia presenti come osservatori, come partecipanti effettivi al processo di mediazione o in quale altra veste;

  • se si rappresenti il Consiglio o la Giunta;

  • quale sia il mandato affidato dalla maggioranza al proprio rappresentante e quali posizioni rappresenti;

  • se vi sia un atto deliberativo ufficiale di nomina a rappresentare il Comune di Laives.


Si richiede cortesemente risposta scritta.



Rosario Grasso, Consigliere comunale
9 febbraio 2007

Aeroporto - Condizioni per la mediazione



Rifondazione comunista - Laives



La confusione e l'incertezza sembrano regnare sovrane sulla mediazione senza che si sia in grado ancora di capire quali siano le regole ed i possibili esiti tanto che ogni giorno assistiamo alla rinuncia di soggetti importanti della società altoatesina.



Garantire la propria neutralità e un esito non preconfezionato non ci pare sufficiente specialmente in rapporto ai comportamenti delle categorie economiche interessate e della Provincia che continuano a sostenere l'irrinunciabilità non solo dell'ampliamento dell'aereoporto, ma anche di inceneritore, tunnel di base, tratte d'accesso rigorosamente in galleria, centro di guida sicura e promettendo in cambio, come fa il presidente Durnwalder nella relazione di bilancio, qualche pannello fono-assorbente e forse migliori servizi pubblici.



Ribadiamo che salute e consultazione popolare non sono trattabili e quindi non possono entrare nella discussione, non sono materia di scambio.



Stare nella mediazione ha senso solo se può essere assicurata una mappatura delle fonti inquinanti esistenti sul territorio.

Il mediatore deve dunque rispondere ad alcune semplici domande se vuole assicurarsi la partecipazione più ampia:


  1. è possibile a suo avviso arrivare entro giugno, e cioè in tempi così stretti, ad una mappatura su basi serie e scientificamente verificabili delle fonti di inquinamento?

  2. chi è in grado di eseguire questo rilevamento garantendo imparzialità e serietà di approccio?

  3. quali strumenti e metodi di indagine si intendono usare? La polemica sorta intorno all'inquinamento dell'inceneritore e sul tipo di misurazione delle particelle di particolato prodotte che vengono pesate e non contate dovrebbe essere sufficientemente rivelatrice delle problematiche da affrontare;

  4. le eventuali conclusioni, che non possono non riguardare i correttivi, che valenza hanno per il potere politico? Impegnano al loro rispetto o possono essere tranquillamente ignorate?


Come si vede si tratta di problemi non secondari e richiedono risposte precise prima della firma di qualsiasi protocollo.
23 gennaio 2007

Inquinamento e grandi opere



Rifondazione comunista - Laives



Se la popolazione fosse debitamente informata delle conseguenze sulla salute di un aeroporto e di un tunnel di centinaia di chilometri che sconvolgerà le nostre valli, prosciugherà le sorgenti, inquinerà le falde, non accetterebbe di buon grado o senza eccessive proteste tutto quello che gli viene imposto.



L'aumento esponenziale del trasporto di merci e persone che sta alla base del ragionamento di chi sostiene l'ampliamento dell'aeroporto di S.Giacomo e la costruzione del tunnel di base del Brennero, non è basato su previsioni realistiche e, pertanto, è fuorviante.



Già oggi le linee di trasporto ferroviario sono fortemente sott'utilizzate e con gli ammodernamenti in corso si libereranno tratte a sufficienza per i prossimi decenni.

La stessa cosa accade per il trasporto aereo i cui sostenitori, proprio nel momento in cui la neve a quote medio basse difficilmente farà la sua comparsa nei prossimi anni, programmano l'arrivo di migliaia di turisti-sciatori.



Il problema è dunque quello del modello di sviluppo e riguarda il modo in cui produciamo e distribuiamo le merci, ma anche cosa produciamo.

Molti dei bisogni delle società moderne sono infatti indotti, non necessari, ma ugualmente creiamo e trasportiamo in giro per il mondo prodotti inutili e talvolta dannosi per chi li crea, per chi li consuma e per l'ambiente.



Se non si affrontano questi problemi non si sarà mai in grado di valutare l'impatto di certe strutture in un'ottica diversa da quella dell'economia e del profitto.



Chi ha assistito alla conferenza del dott. Montanari sulle nanoparticelle e sui loro effetti deleteri, ma anche chi è solo mediamente informato, dovrebbe chiedere alla politica il rispetto dell'art. 32 della Costituzione e del principio di precauzione e pretendere dai Sindaci, i quali portano in prima persona la responsabilità, anche penale, della salute dei cittadini che si attivino innanzitutto per verificare preventivamente lo stato in cui versano Bolzano e la Bassa Atesina.

Gli strumenti legislativi a cui fare riferimento ci sono, quel che manca è la volontà politica di farne uso.
14 gennaio 2007

Aeroporto: contrattacco degli imprenditori



Rifondazione comunista - Laives



In questi giorni assistiamo ad un attacco concentrico dei sostenitori dell'aeroporto che non lesinano argomenti sulla indifferibile necessità di un suo ampliamento: "l'economia ne ha bisogno...", "senza voli penalizzati turismo e cultura...", "no ad ogni forma di populismo...", "no al referendum...", "la Provincia finanzia rete stradale, ferrovia, bus di linea, impianti a fune utilizzando risorse pubbliche; lo stesso trattamento va riservato all'aeroporto...".



E così proprio i sostenitori di "meno stato e più mercato" che alcuni giorni fa piangevano sulla scarsa considerazione accordata loro dalla finanziaria, chiedono espressamente che la popolazione oltre al prezzo in salute si sobbarchi i costi di una struttura che serve i loro interessi privati.



Chi si oppone poi viene tacciato di oscurantismo, demagogia, populismo e di non tenere in debito conto l'interesse generale che però viene identificato in maniera esclusiva con quello delle categorie economiche.



Insomma una visione univoca che vede Bolzano come ombelico del mondo, con un'idea di sviluppo infinito di un turismo energivoro e a forte impatto ambientale e con una concezione strumentale del territorio i cui abitanti sono visti come fastidiosa necessità, poco utili e significativi anche come mercato.



L'importante è che arrivino sempre più turisti e che possano partire le merci.



Se servono lavoratori poi meglio farli arrivare con un low-cost e quando non servono dar loro generosamente la possibilità di ripartirsene velocemente.

La manodopera locale, si sa, è troppo sindacalizzata e pretende salario e ferie e magari anche una pensione dignitosa. Meglio quella più maneggevole che arriva da est.



Di fronte a tutto questo Laives non riesce nemmeno a produrre uno straccio di presa di posizione sull'aeroporto e continua con la sua tattica dilatoria.

E mentre aumentano i comuni e le sezioni dell'SVP che hanno preso posizioni chiare, la maggioranza locale tergiversa, in questo ben supportata anche da forze quali i verdi locali dimentichi delle loro ragioni costitutive e di una SVP perennemente indecisa tra l'obbedienza al potere provinciale e l'ascolto della sua base elettorale.
10 gennaio 2007

Interrogazione: al Sindaco e all'Assessore competente



Pineta - Immissione sulla SS12 pericolosa




Tenuto conto che:


  1. in risposta ad una mia precedente interrogazione il Vicesindaco Forti aveva preannunciato l'installazione di un impianto semaforico all'altezza dell'incrocio con via Dolomiti;

  2. successivamente, ci è parso di capire, siano sorti ostacoli per dar corso a quanto promesso;

  3. con l'aumento del traffico provocato anche dall'apertura della galleria di S.Giacomo a qualsiasi ora del giorno risulta estremamente pericoloso immettersi sulla statale dalle vie di accesso a Pineta;


il sottoscritto consigliere comunale chiede:




  • se corrisponda al vero che non sia più possibile installare, così come promesso, un impianto semaforico all'altezza della via Dolomiti;

  • come si intenda procedere per assicurare un'immissione sicura sulla SS12 specialmente in direzione sud;

  • se non si ritenga utile la creazione di una corsia di immissione all'altezza degli incroci con le principali vie di accesso all'abitato (Via degli Alpini, Via Dolomiti, Via Steinmann);

  • se si intenda attivarsi in tale senso.


Si richiede cortesemente risposta scritta.



Rosario Grasso, Consigliere comunale
10 gennaio 2007

Interrogazione: al Sindaco e all'Assessore competente



Circolare interna e collegamento con Pineta Monte




Tenuto conto che:


  1. più volte questa amministrazione ha espresso l'intenzione di attivarsi per estendere il servizio di circolare interna anche a Pineta Monte;

  2. la suddetta zona è densamente popolata e che, per la sua collocazione, ha assoluta necessità di un servizio di trasporto pubblico;

  3. a quanto pare, una delle difficoltà che impedisce l'istituzione del servizio sembra essere costituita dalla mancanza di uno spazio adeguato che permetta agli autobus di fare manovra;


il sottoscritto consigliere comunale chiede:




  • se corrisponda al vero che il servizio non venga istituito per l'impossibilità dei mezzi pubblici di girarsi;

  • se la Giunta abbia valutato la possibilità di reperire un terreno al di là della strada per il Seit ed in prossimità del ristorante Rotwand sufficientemente ampio per permettere:

    • ai mezzi pubblici di girarsi;

    • una collocazione più funzionale, anche dal punto di vista estetico, dell'isola ecologia;

    • l'uso come parcheggio da parte dei frequentatori della zona sportiva Graf Toggenburg, dei clienti degli esercizi pubblici, oltre che degli abitanti stessi.




Si richiede cortesemente risposta scritta.



Rosario Grasso, Consigliere comunale

domenica 3 febbraio 2008

9 dicembre 2006

Medici di base



Rifondazione Comunista - Laives



"Convivere con un aeroporto dietro casa comporta un aumento del rischio di allergie, di cefalee e di attacchi d'ansia."



Questa non è la perentoria affermazione di qualche fazioso ambientalista, ma il risultato di un serio studio, il primo in Italia nel suo genere, condotto dall'Osservatorio epidemiologico dell'ASL della provincia di Varese.



I risultati hanno infranto il silenzio, servendo sul piatto di politici e amministratori una pietanza piccante.



Le conclusioni a cui sono arrivati i ricercatori varesini erano già note a chi all'estero studia da qualche anno l'impatto che queste strutture hanno sul territorio circostante e sui suoi abitanti.



Tra le più interessanti, oltre a quella sull'aeroscalo Heathrow di Londra, è l'indagine sull'aeroporto Logan di Boston, Stati Uniti.

Nell'agosto 1999 tra tutta la popolazione della penisola di Winthrop viene documentato "un chiaro aumento delle patologie respiratorie nella popolazione che vive a ridosso dell'aeroporto" e siccome a ridosso dello scalo non erano presenti altre fonti di inquinanti i ricercatori potevano concludere che "l'attività dell'aeroporto e, in particolare, gli inquinanti che derivano dalla combustione di gasolio e cherosene, sono i responsabili del peggioramento delle condizioni di salute della comunità di Winthrop".



E' in base a studi come questi, pubblicati anche su riviste mediche, e alla loro esperienza diretta che probabilmente i medici di base e i pediatri del comprensorio di Laives e Vadena hanno firmato un documento, a cui la stampa ha dato poco peso, e in cui denunciano i pericoli per la salute pubblica e la loro motivata contrarietà all'ampliamento della struttura di via Baracca.



E' un'occasione di riflessione, forse irripetibile, offerta alla politica da chi quotidianamente e in prima persona riscontra gli effetti deleteri dell'inquinamento anche sulla popolazione del nostro comune.
30 novembre 2006

Aeroporto - Referendum provinciale



Rifondazione Comunista - Laives



Chi aveva tirato un sospiro di sollievo in seguito alla bocciatura della proposta di referendum sull'allungamento della pista di atterraggio dell'aeroporto nel territorio comunale di Laives non ha fatto i conti con la testardaggine dei cittadini e delle associazioni ambientaliste quando si tratta di difendere la tranquillità della propria vita e la salute di tutti.



E' notizia di questi giorni la presentazione di un nuovo quesito, questa volta a livello provinciale, che tende di fatto ad ottenere la chiusura di una struttura giudicata dai più inutile, dannosa, antieconomica ed imposta con tracotanza nell'interesse di ristrette lobby economiche.



Le reazioni sono state violente e di un'arroganza inaudita e anche chi ha sostenuto la necessità di un Comitato di conciliazione non riesce a nascondere il proprio imbarazzato e sconcerto, chiaro segno che la via del coinvolgimento della popolazione è quella giusta e la più temuta dai potentati provinciali.



Rifondazione comunista di Laives appoggia in pieno l'iniziativa intrapresa dalle associazioni ambientaliste e si mette a disposizione, con le sua modeste forze, per la riuscita dell'iniziativa.
30 novembre 2006

SASA - Proposta Frazza



Rifondazione Comunista - Laives



Nei giorni scorsi si è finalmente entrati nel merito di come migliorare il servizio di trasporto pubblico.



Il consigliere Frazza, tra le altre cose, ha ipotizzato l'allungamento della linea 4 fino alla rotonda di Pineta.

Questa soluzione, a suo dire, avrebbe il merito di far risparmiare i soldi dell'affitto del piazzale di S.Giacomo e di offrire più possibilità agli utenti diretti nelle varie zone della città di Bolzano, ma lascia irrisolto il problema di servire Pineta Monte, la zona Vallarsa e in definitiva il potenziamento della circolare interna.



Noi non siamo nè favorevoli, nè contrari all'idea avanzata dal nostro rappresentante nel CDA della Sasa, ma aspettiamo di capire all'interno di quale disegno, di quale idea complessiva di mobilità vengano avanzate le proposte, su quali vettori si punti, quale la funzione attribuita alla circolare interna, i percorsi delle linee due e quattro, il cadenzamento delle corse, gli orari.



La nostra propensione era per un servizio di circolare autonomo e potenziato, sinergico ed integrato con le linee di circolare del capoluogo, della SAD e del treno, individuando le zone più adatte per l'interscambio ed evitando la concorrenzialità tra i vari vettori, al fine di favorire un servizio più flessibile, più puntuale, più veloce e in definitiva più adattabile alle necessità dei cittadini del nostro comune.



I problemi naturalmente sono complessi e di non facile soluzione, ma proprio per questo riteniamo urgente un coinvolgimento degli utenti e dei Consigli dei comuni interessati.
18 novembre 2006

Aeroporto



Rifondazione Comunista - Laives



L'altra sera il consiglio comunale ha messo definitivamente la parola fine alla proposta di referendum consultivo sull'ampliamento dell'aeroporto di S.Giacomo.



La vicenda, iniziata con la preventiva dichiarazione di inammissibilità da parte del presidente della provincia Durnwalder, si è conclusa nel peggiore dei modi.



Il consiglio ha preso atto della correttezza formale del procedimento, ma ha lasciato irrisolta la questione del diritto dei cittadini di esprimere un parere su una questione che incide direttamente sulla loro qualità di vita.



Il rifiuto di porre il sigillo formale sulla vicenda avrebbe avuto un significato altamente politico e di impegno civile e avrebbe ridato credibilità all'istituzione come rappresentante dei cittadini.



Ci si è attenuti invece, in maniera burocratica, a quanto previsto dallo statuto, senza nemmeno una dichiarazione, una valutazione, un impegno per il prosieguo in futuro ed in altre forme della battaglia.



Nel concreto se la maggioranza, a partire dal Sindaco che è un esperto in materia, aveva deciso di appoggiare l'iniziativa del comitato, vuol dire che credeva nella legittimità del quesito e ci ha sorpreso quindi vedere ampi cenni di consenso alla decisione del comitato dei saggi.



Se si riteneva improponibile la consultazione referendaria bisognava dichiararlo apertamente sin dal primo momento indirizzando la battaglia dei cittadini verso altre forme, se invece, come noi crediamo, il referendum era ammissibile e legittimo, oggi andava stigmatizzata la decisione degli esperti.



Ora leggiamo che il nostro primo concittadino chiede di entrare nel comitato di mediazione proposto dal presidente Durnwalder, ma egli è persona troppo esperta per non sapere che quel comitato è stato costituito per tentare di evitare un pronunciamento popolare che metterebbe in seria difficoltà la politica e che con la sua entrata avvallerebbe questa operazione.



Noi invece chiediamo se, come più volte dichiarato da forze importanti della maggioranza, vi è ancora l'intenzione di assumere in prima persona l'impegno a portare avanti la battaglia contro l'ampliamento della struttura di via Baracca nelle forme di un coinvolgimento attivo della popolazione.