«Puc, più attenzione alla qualità della vita»
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| BRUNO CANALI |
| Alto Adige, 23 LUGLIO 2008 |
LAIVES. Si sta preparando la rielaborazione del Puc e già è stata polemica, innescata dal giudizio che il sindaco Polonioli ha dato del vecchio Piano urbanistico, definendolo «devastante». Ma il Puc è solo questione di quantità, intesa come metri cubi da costruire, oppure c’entra anche la qualità? «Purtroppo qui si tende a favorire il primo aspetto», dice l’architetto Giorgio Cattelan.
In che direzione dovrebbe muoversi il nuovo Puc di Laives? Lo abbiamo chiesto a un addetto ai lavori, l’architetto Giorgio Cattelan, che è anche presidente dell’associazione artistica La Goccia. «Purtroppo anche qui a Laives l’urbanistica viene quasi esclusivamente considerata sotto il profilo tecnico - dice Cattelan -, vale a dire dei metri cubi, della volumetria edificabile appunto, e molto meno invece dal punto di vista degli “spazi”, quelli che effettivamente poi le persone abitano e utilizzano. Paradossalmente quindi riterrei meno importanti le questioni strettamente tecniche e mi occuperei maggiormente di quelle spaziali. In città ad esempio mancano luoghi di aggregazione che aiutino la comunità locale a ritrovarsi e a rafforzare una propria identità: non c’è ancora una piazza e la statale che taglia in due l’abitato è devastante. Credo inoltre che si sia persa una preziosa opportunità con la revisione del centro, perché era quella l’occasione di recuperare qualche cosa sotto questo punto di vista».
Anche dal lato estetico più di uno storce il naso vedendo gli sviluppi architettonici degli ultimi anni, che spaziano da un estremo all’altro. Così si può vedere l’architettura tradizionale che in pieno centro cittadino con elementi tipici del maso di montagna, mentre poco lontano ci si orienta sul «ferro-vetro» fino ad arrivare ai «cubi» in aperta campagna, conseguenza, a quanto si capisce, dell’adozione dei rigidi criteri di «Casa Clima». Volendo, sul territorio comunale sarebbe possibile organizzare un tour per osservare come ognuno dei progettisti transitato abbia lasciato la propria impronta, non sempre in maniera appropriata. «Maggiore attenzione alla qualità di vita dentro le costruzioni - prosegue Cattelan - perché vivere in un appartamento e in un edificio non si riduce solamente a avere un tetto sopra la testa. Occorre invece creare spazi dei quali le persone e i bambini possano riappropriarsi per essere una società omogenea e consapevole».
L'ITER
Sono tre i professionisti che hanno presentato domanda per il concorso per la rielaborazione del Puc. Prossimo passo: la nomina della commissione. La valutazione terrà conto sia della parte economica e sia di quella qualitativa, con maggiore attenzione verso una eventuale unione tra progettisti. (b.c.)
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