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domenica 3 febbraio 2008

2 luglio 2006

Modifiche al regolamento dei custodi


Rosario Grasso, Rifondazione Comunista - Laives



Ho riflettuto a lungo prima di prendere una decisione sul taglio da dare al mio intervento perchè le argomentazioni che sono venute dal resto del Consiglio non sono prive di suggestione.

Parole come legalità, equità contrapposta a privilegi e giustizia rimandano a concetti sui quali, a prima vista, difficilmente è lecito dissentire.

Se poi ci si trova da soli a sostenere una tesi, un punto di vista diverso, beh ..., qualche dubbio ci assale.



Vediamo dunque quali sono le tesi sostenute dalla maggioranza del Consiglio, opposizioni di centro destra compresa; cito alcune frasi che sono state più volte ripetute:

la normativa è cambiata e ci obbliga a intervenire ..., il contratto di comparto lo prevede ..., anche negli altri Comuni ci si è adeguati ..., non si può pagare una persona per una mansione che è già prevista dal contratto di lavoro ..., vi è una responsabilità di chi amministra ...



E poi ancora:

non vi è necessità di contrattare con i sindacati ..., il vecchio regolamento è frutto di un periodo e di una temperie non più riproponibile e fortunatamente superata, oggi inammissibile ...



Tutto condivisibile, o quasi, dal punto di vista degli amministratori, ma dal punto di vista dei lavoratori?

E' colpa loro se gli è stato proposto un contratto che prevedeva, a vostro dire, regalie, privilegi inammissibili, posizioni di rendita a spese di altri lavoratori?

Non hanno partecipato forse ad un concorso in cui era già stabilito quanto avrebbero percepito e i loro obblighi?



L'argomentazione poi che molti altri lavoratori sarebbero disponibili a sostituirsi ai due custodi a condizioni ancora peggiori ci pare inammissibile. Anzi a noi pare scandaloso sostenere argomentazioni del genere.



L'esercito di riserva è uno strumento classico che serve per aumentare la concorrenza ed abbassare il costo del lavoro salariato e ci pare improponibile e scorretto evocarlo per giustificare un peggioramento delle condizioni retributive dei propri dipendenti.



Ci si provi dunque a mettere una volta dalla parte dei lavoratori che si vedono improvvisamente, da un giorno all'altro decurtare lo stipendio reale di cira 300-400 euro.



Chiediamoci se sia giusto, ma dal loro punto di vista non da quello dell'Amministrazione.



Interroghiamoci su come reagiremmo noi nella stessa identica situazione, colpiti non solo nelle nostre tasche, ma nei nostri progetti futuri, nelle nostre aspettative e in quelle dei nostri familiari.



Bisogna risparmiare?

La finanziaria lo impone?

La Provincia lo richiede?

La risposta è sempre la stessa: togliere diritti ai lavoratori sulla base di mai specificate e provate esigenze di bilancio.

Possibile che solo i loro stipendi mettano in crisi le casse pubbliche?

Possibile che non sia possibile partire ad esempio riducendo gli sprechi, limitando le consulenze esterne e impedendo che per qualsiasi impegno di spesa i costi lievitino troppo spesso in maniera ingiustificata e poco plausibile?



Ma vediamo di quali privilegi godono questi lavoratori, in che cosa consiste il loro egoismo, la loro avidità.



Il contratto prevede un servizio attivo di 38 ore settimanali in cui questi lavoratori assicurano una presenza costante sul luogo di lavoro ed in cui svolgono le mansioni previste dal contratto di servizio e dal mansionario.



Al termine dell'orario di servizio attivo entrano in servizio passivo, devono essere sempre reperibili ed intervenire per qualsiasi accidenti si verifichi.



In caso di assenza o impedimento devono assicurare con un familiare o altra persona di loro fiducia la presenza, ma rimangono comunque responsabili di qualunque cosa accada.

Per questo servizio non spetta nulla.



Sono legati alla struttura 24 ore su 24 per 330 giorni all'anno, ferie escluse, ma non ricevono un centesimo.



Se al termine del servizio un bambino ha dimenticato l'orologio, piuttosto che un indumento, oggi il custode riapre la struttura e consegna l'oggetto.

Domani sarà ancora disponibile a farlo?

E' solo un esempio, ma è una domanda che ci dobbiamo porre perchè attiene alla qualità del servizio che offriamo ai nostri concittadini.



Per le attività extrascolastiche, che si svolgono per la gran parte al di fuori dell'orario attivo dei custodi, finora era previsto il pagamento di ore straordinarie sulla base del servizio effettivamente svolto. Esso andava a compensare, credo, il mancato pagamento della reperibilità di cui sopra.



Oggi, con il nuovo regolamento il compenso per queste ore viene fortemente ridotto e portato ad un massimo di 120 ore annuali.



E' una riduzione reale della retribuzione che si aggira intorno ai 200-300 euro.

Riduzione che avviene dall'oggi al domani senza alcun preavviso e che può sconvolgere la vita di una famiglia.



Inoltre si introduce il pagamento di un canone di affitto, sicuramente non eccessivo, ma che riduce ulteriormente il reddito reale di questi dipendenti.



Anche qui sostenere che chiunque accetterebbe di abitare a quelle condizioni o anche con un canone molto più elevato ci pare poco fine anche perchè ci si dimentica di dire che abitare nella struttura è condizione essenziale ed imprescindibile per effettuare il servizio di sorveglianza e svolgere la propria mansione.

Sarebbe come chiedere ai lavoratori il pagamento di un affitto per poter utilizzare le macchine di un industria o il computer dell'ufficio.



Salvaguardia dei diritti acquisiti con l'entrata in vigore del regolamento al momento delle nuove assunzioni o in sottordine trasformazione di quanto percepito in assegno "ad personam" come elemento distinto di retribuzione che permetta con maggiore gradualità di arrivare allo stesso risultato, ci sembravano quindi proposte ragionevoli che tenevano conto del punto di vista dei lavoratori e che permettevano all'Amministrazione di adeguarsi alla normativa.



Non sono state accettate con una strana ma significativa convergenza tra centrosinistra e centrodestra e pertanto esprimiamo un voto contrario all'introduzione del nuovo regolamento.

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