19 settembre 2006
No all'ampliamento dell'aeroporto
Rifondazione Comunista - Laives
"Laives non può fermare un'opera strategica per l'Alto Adige .." afferma Durnwalder e subito dopo promette: ".. ma il numero dei voli non aumenterà!".
Si tratta della solita politica del bastone e della carota: si fa la voce grossa tacciando di essere contrari al progresso gli abitanti di un territorio che vedono ogni giorno di più minacciato il loro tenore di vita, ma contemporaneamente si addolcisce la medicina con la promessa che i disagi saranno contenuti.
Peccato che ormai i cittadini non si fidino più, ed a ragione, delle promesse.
Già con il primo ampliamento si erano date ampie assicurazioni che le piste sarebbero state sufficienti, che l'aeroporto si sarebbe autofinanziato, che non sarebbe stato necessario un intervento finanziario a sostegno da parte della Provincia e tutto questo contro il parere dei cittadini, degli ambientalisti, delle forze politiche.
Se vuole essere credibile il Presidente della Provincia rispetti le promesse che fece allora e dopo esprima giudizi sulla popolazioni della Bassa Atesina.
Intanto ieri sera a Laives è stata nominata la commissione dei saggi che avrà tempo dieci giorni per esprimersi sull'ammissibilità del referendum.
La scelta di intervenire proprio in questa occasione per sminuire l'importanza della consultazione popolare non ci pare casuale.
Rifondazione Comunista ritiene che occorra un impegno straordinario di tutte le forze politiche e dei cittadini a sostegno del Comitato contro l'ampliamento dell'aeroporto per rintuzzare le pressioni che si propongono di evitare un pronunciamento della popolazione che, pur avendo un valore soltanto consultivo, rischia di mettere in serio imbarazzo i sostenitori dell'ampliamento della struttura aeroportuale.
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