5 settembre 2005
Indennità del sindaco
Rifondazione Comunista - Laives
Una legge farraginosa e spesso contradditoria determina in gran parte le modalità con cui stabilire l'indennità del Sindaco e degli assessori e contemporaneamente il gettone di presenza dei consiglieri e dei membri delle varie commissioni.
La legge è però inapplicabile e perciò si è dovuti ripiegare provvisoriamente sui criteri indicati nella vecchia legge.
Rifondazione Comunista ritiene che su queste questioni bisogna evitare facili demagogie o prese di posizioni qualunquiste: la politica, la democrazia hanno dei costi che vale la pena di pagare. Contemporaneamente però, bisogna tenere conto delle opinioni, dei sentimenti che si agitano nella cosiddetta società civile.
Oggi sempre più larghi strati della popolazione sono in sofferenza, ceti che fino ad ieri erano benestanti oggi vedono messo in discussione il loro stato di benessere, la difficoltà di arrivare alla fine del mese è sempre più evidente, negozi, centri commerciali, esercizi pubblici si svuotano, mentre abbiamo assistito ad enormi spostamenti di ricchezze che racchiudono in sè un segno inequivocabile di classe.
Procedere semplicemente alla determinazione delle indennità spettanti ai componenti della Giunta ed ai consiglieri risulta incomprensibile ai più e viene percepito come un'offesa dalla stragrande maggioranza dei cittadini, vuol dire non capire quali umori si aggirano tra i cittadini, i lavoratori, le donne, i giovani anche del nostro comune, vuol dire accentuare la separatezza della politica, del ceto politico, dal paese reale.
I cittadini si aspettano da una giunta di centrosinistra in particolare, come primo atto, non l'adeguamento delle indennità, ma la messa all'ordine del giorno di iniziative contro il caro vita, contro l'aumento degli affitti, contro i costi spropositati delle cure dentistiche, proposte che affrontino i problemi del mondo del lavoro sempre più precario ed insicuro.
Tutto il resto è vissuto come affari di "lor signori".
Ed è qui che si appunta una prima nostra osservazione critica.
Meglio sarebbe stato, non diciamo soprassedere alla determinazione delle indennità spettanti, ma affiancarvi una discussione, la più ampia possibile, su ciò che è possibile fare per alleviare le sofferenze e le difficoltà in cui si dibattono molti nostri concittadini esplicitando così quali siano la preoccupazione principale della nuova giunta e le reali priorità.
Secondariamente bisognava legare le indennità di sindaco ed assessori all'impegno effettivo, anche in termini di tempo e di presenza in Comune, dei singoli assessori in modo da rendere evidente che quei soldi, i soldi dei contribuenti, sono ben spesi.
Un assessore che dedicasse solo un paio di ore alla settimana al suo ufficio, così come è avvenuto spesso in passato, non si guadagna affatto l'indennità, diversamente da chi assicura una sua presenza giornaliera ed un impegno costante.
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