15 giugno 2006
16 milligrammi/anno di diossine I-TEQ emesse dall'inceneritore equivalgono alle diossine emesse annualmente da circa 800.000 autovetture catalizzate che effettuino 10 km/giorno per un intero anno.
16 milligrammi/anno corrispondono anche alle dosi tollerabili giornaliere di circa 350.000 (a Bolzano siamo circa 95.000 in tutto!) individui adulti: sappiamo infatti che l'UE, dal 2001, ha indicato il limite di 2 picogrammi/giorno per kg di peso corporeo assumibili con il cibo per un adulto di peso medio 70 kg.
Questo dato più di ogni altro dovrebbe far riflettere sulla follia di un impianto così grosso in una conca già pesantemente carica di inquinamento da traffico e da industrie mai seriamente monitorato.
Questo dato non è mai stato smentito.
Così come non hanno mai smentito il dato sui bassi rendimenti energetici.
A pagina 13 dell'aggiornamento del 2004 al "Piano gestione rifiuti della Provincia" è riprodotta una tabella che riporta alcuni dati di costi di gestione per il futuro inceneritore, che assommano a circa 14,9 milioni di Euro, a fronte di introiti da vendita d'energia elettrica e termica per un totale di circa 5,7 milioni di Euro; forse si tratta di un "anno medio a regime" pesato col periodo dei primi otto anni di sovvenzioni tramite i Certificati Verdi, dato il valore circa doppio rispetto al costo di produzione ENEL ma abbastanza contenuto del kwh che risulta venduto a 0,076 Euro/kwh (risultato di 3606000 Euro/47450000 kwh), mentre solitamente con il vecchio CIP6 oggi sostituito dai Certificati Verdi si percepivano quasi 300 lire/kwh (oggi circa 0,015 Euro/kwh).
Lo sbilancio tra ricavi e costi, pari a circa 9,2 milioni di Euro, implica una tariffa media di smaltimento di circa 0,071 Euro/kg a carico dei cittadini, per andare almeno in pareggio.
Oltre quindi alle preoccupazioni sanitarie ci sono pure parecchi dubbi sulla tenuta finanziaria dell'impianto.
Nuovo inceneritore
Futuri costi di gestione
16 milligrammi/anno di diossine I-TEQ emesse dall'inceneritore equivalgono alle diossine emesse annualmente da circa 800.000 autovetture catalizzate che effettuino 10 km/giorno per un intero anno.
16 milligrammi/anno corrispondono anche alle dosi tollerabili giornaliere di circa 350.000 (a Bolzano siamo circa 95.000 in tutto!) individui adulti: sappiamo infatti che l'UE, dal 2001, ha indicato il limite di 2 picogrammi/giorno per kg di peso corporeo assumibili con il cibo per un adulto di peso medio 70 kg.
Questo dato più di ogni altro dovrebbe far riflettere sulla follia di un impianto così grosso in una conca già pesantemente carica di inquinamento da traffico e da industrie mai seriamente monitorato.
Questo dato non è mai stato smentito.
Così come non hanno mai smentito il dato sui bassi rendimenti energetici.
A pagina 13 dell'aggiornamento del 2004 al "Piano gestione rifiuti della Provincia" è riprodotta una tabella che riporta alcuni dati di costi di gestione per il futuro inceneritore, che assommano a circa 14,9 milioni di Euro, a fronte di introiti da vendita d'energia elettrica e termica per un totale di circa 5,7 milioni di Euro; forse si tratta di un "anno medio a regime" pesato col periodo dei primi otto anni di sovvenzioni tramite i Certificati Verdi, dato il valore circa doppio rispetto al costo di produzione ENEL ma abbastanza contenuto del kwh che risulta venduto a 0,076 Euro/kwh (risultato di 3606000 Euro/47450000 kwh), mentre solitamente con il vecchio CIP6 oggi sostituito dai Certificati Verdi si percepivano quasi 300 lire/kwh (oggi circa 0,015 Euro/kwh).
Lo sbilancio tra ricavi e costi, pari a circa 9,2 milioni di Euro, implica una tariffa media di smaltimento di circa 0,071 Euro/kg a carico dei cittadini, per andare almeno in pareggio.
Oltre quindi alle preoccupazioni sanitarie ci sono pure parecchi dubbi sulla tenuta finanziaria dell'impianto.
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