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sabato 11 ottobre 2008

Il problema non è il radar

ALTO ADIGE - SABATO, 11 OTTOBRE 2008














Il problema non è il radar ma il limite di velocità




 Prosegue l’ingiustificato accanimento contro i radar a scapito della sicurezza, della riduzione del traffico e della qualità della vita a causa dei rumori e dell’inquinamento. Dopo la nota questione del radar di Egna, le prese di posizione del partito di raccolta Sudtirolese (“Durni spegne gli autovelox”, Alto Adige del 4 marzo) e dell’associazione consumatori (i Consumatori: «No al secondo autovelox sulla statale», Alto Adige del 18 gennaio) e la proposta di legge “preelettorale” di Holzmann, un avvocato trentino (Alto Adige del 9 settembre) vince una causa che darà il via ad una valanga di ricorsi contro i radar. L’avvocato in questione dopo essere stato multato per aver superato il limite di velocità a San Lugano ha vinto il ricorso perché non è stato correttamente informato della presenza dello stesso. Ha sostenuto di non aver visto i cartelli che segnalavano il radar e, dunque, di non essere stato posto nella condizione di rallentare in tempo utile. Possibile? Invece di entrare nel merito dell’infrazione (è stato superato un limite di velocità), si sposta il dibattito sulla dimensione dei caratteri dei cartelli di avviso dei radar. Caratteri grandi o piccoli, cartello di preavviso o no, cosa importa, visto che il segnale del limite dei 50 era a norma e ben visibile. Oppure bisogna rallentare solo in presenza di un radar ben presegnalato? Perché non si prova a spostare il dibattito dal radar al limite di velocità? Se si stabilisce che il limite è sbagliato perché non cambiamo il limite invece di togliere il radar? Se nei pressi del radar di Egna il limite è troppo basso visto che in quel tratto si può “disputare un gran premio”, prendiamocela con il limite ma non con il radar e ancor meno con la grandezza del carattere. Il radar è un ottimo strumento per porre un freno agli automobilisti esuberanti esattamente come lo erano i poveri semafori “intelligenti” che sono stati degradati a lampeggianti nel silenzio generale di TUTTI.

Alessandro Cosi

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