Visualizzazioni totali

mercoledì 29 ottobre 2008

IL CASO

MERCOLEDÌ, 29 OTTOBRE 2008















 
Onda leghista da Salorno a Laives ma è decisiva la mano di Trento


 SALORNO. La Lega «non ha confini», dice ridendo l’onorevole Maurizio Fugatti. In Alto Adige serve una mano? Ecco mobilitarsi il partito da Trento. Per mesi la Lega trentina ha aiutato quell’altoatesina in una campagna elettorale capillare in Bassa Atesina. L’episodio più clamoroso è stato la manifestazione contro la moschea a Salorno. Era marzo e un po’ tutti avevano sottovalutato quell’evento. E invece alle politiche la Lega sale all’8,5%, domenica alle provinciali balza al 10,7. Poi ci sono Egna, Laives, Bronzolo: ovunque sopra il 6%. Cinque anni fa non superava il 2. Alberto Pancheri, il segretario di sezione, esulta: «La gente ci dà fiducia per la domanda di sicurezza e abolizione di privilegi». Senza il contributo della Lega trentina questi risultati non sarebbero mai arrivati. Gazebo nei paesi, volantinaggi, manifestazioni. Ancora Fugatti: «Gli amici altoatesini ci hanno chiesto una mano, noi siamo storicamente più forti e organizzati e ci siamo mossi. La gente ci ha visto a quel corteo anti-moschea ma poi ci ha rivisto per giorni e mesi. Per questo ci premia: perché siamo in mezzo a loro». In realtà bisognerà capire cosa resta del movimento leghista in questa zona se si toglie l’apporto trentino. Per ora però una cosa è innegabile: la Lega elettoralmente c’è. Prima no. Il sindaco di Salorno, Giacomozzi, dà la sua versione: «Qui abbiamo la più alta percentuale di stranieri di tutto l’Alto Adige. Non che ci siano fenomeni di razzismo, ma nelle scuole gli alunni stranieri sono ormai tantissimi e per la Lega è facile parlare alla pancia di un certo elettorato. La questione è: quella gente può trovare nelle Lega le risposte alle proprie domande? Io dico di no». Intanto però il Carroccio ha fatto il botto: «Il voto alle provinciali - conclude Fugatti - è ancora più rilevante di quello alle politiche perché non c’è il richiamo di Bossi. La verità è che ci siamo battuti tutti i mercati tra Laives e Salorno». (m.r.)

Nessun commento:

Posta un commento