di Davide Pasquali
La Svp va «incontro» a Unitalia Seppi rinuncia all’ostruzionismo
Legge pronta per l’approvazione Con emendamento: per i sussidi 5 anni di residenza e 3 di lavoro
BOLZANO. Legge provinciale sull’edilizia sociale. All’emendamento Baumgartner, si sono aggiunti ulteriori sub-emendamenti. Il più importante riguarda gli immigrati. Insomma, la Svp è andata incontro alla destra. Così Unitalia ha deciso di rinunciare all’ostruzionismo e la Svp spera nell’approvazione. Dure le restrizioni per stranieri non Ue: per accedere ad alloggi Ipes e sussidi, necessari 5 anni di residenza e 3 di lavoro. Ma non basta: il numero di alloggi assegnati sarà la media ponderata fra consistenza numerica e fabbisogno. Tradotto: assegnazioni ridotte a un terzo, sussidi quasi eliminati.
In realtà, ieri, nel corso della terz’ultima seduta del consiglio provinciale prima delle elezioni, sul fronte casa non si è mosso molto. Esternazioni di Verdi, Unitalia, An, Svp. Ma la discussione in aula non si è tenuta, perché all’ordine del giorno c’era anche la rendicontazione del 2007, e il tempo a disposizione era troppo esiguo per passare ad altro. E poi, soprattutto, le trattative sono sì in atto, ma assai complesse e delicate. La novità, resa nota ieri, è la rinuncia all’ostruzionismo da parte del consigliere Donato Seppi, che avrebbe di certo reso impossibile il voto della legge entro fine seduta, ossia venerdì. Seppi ha fatto un passo indietro, dovuto, a suo dire, a «una grande vittoria personale».
La rinuncia è dovuta a uno dei sei subemendamenti presentati da Baumgartner; riguarda l’articolo 1, comma 6, del disegno di legge in questione (il 162/2008). Secondo il documento, la giunta provinciale determinerà annualmente il numero di abitazioni in locazione all’Ipes e l’entità dei sussidi da erogare ai cittadini non Ue, ma solo se residenti in provincia da 5 anni, almeno 3 dei quali trascorsi lavorando. E questo si sapeva. Si è però aggiunta un’ulteriore restrizione: il numero di alloggi e la quota di sussidi verrano assegnati agli stranieri non Ue solo in ragione della media ponderata fra la loro consistenza numerica e il loro fabbisogno. Dunque: si sommerà il numero degli stranieri aventi diritto al numero di stranieri con più di 25 punti, e si dividerà per 2. Traduce Seppi: «Se oggi il 20% degli alloggi finisce agli stranieri, in futuro sarà il 7%». Idem, ed è qui la vera rivoluzione, per i sussidi casa. «Oggi li ottengono con un solo giorno di residenza, in futuro non sarà più così». Insomma, «italiani tedeschi e ladini riavranno ciò che gli spetta di diritto, e che gli era stato negato da anni». An, con i consiglieri Minniti e Sigismondi, parla di «bluff di Seppi», perché se la restrizione venisse approvata i meriti sarebbero piuttosto di An. «L’emendamento - spiegano - non dice nulla in più di quanto proposto da noi in commissione e colà approvato». I Verdi, con Kury, parlano di Wahlzuckerl, ossia di contentino elettorale, «come buona parte degli altri subemendamenti presentati dalla Svp, nel tentativo di approvare la legge in extremis». Spiega Kury: «Succede per le giovani coppie (l’emendamento stabilisce trattarsi di entrambi i coniugi sotto i 35 anni, ndr) per le quali le fasce di reddito saranno determinate dividendo la somma dei redditi dei coniugi per due. Oppure per la quinta fascia: parlano di aiuti al ceto medio, ma mentono sapendo di mentire; riguarderanno poche decine di persone. Cercano voti in ogni modo». Motivo per cui, se non verrà accolto, almeno in parte, ciò che si era stabilito in commissione, i Verdi voteranno no all’intera legge.
Oltre a quelli citati e tolto un altro subemendamento tecnico sulle separazioni - ma dovrebbe cambiare poco rispetto a oggi - gli altri emendamenti presentati da Baumgartner ai gruppi consiliari riguardano la cancellazione di commi. Dunque, un estremo tentativo di snellire, sveltire, evitare lunghe discussioni.
«Adesso tutti sanno tutto», chiosava ieri, in tarda serata, il capogruppo Svp. «Ora attendiamo le loro osservazioni. Siamo disponibili a discutere». Dopo il ritiro dell’ostruzionismo da parte di Seppi, Baumgartner si dice ottimista. «Non è detto che la legge non si faccia; la nostra maggioranza però non basta, dovremo accordarci». E dovranno farlo in due sole sedute.
In realtà, ieri, nel corso della terz’ultima seduta del consiglio provinciale prima delle elezioni, sul fronte casa non si è mosso molto. Esternazioni di Verdi, Unitalia, An, Svp. Ma la discussione in aula non si è tenuta, perché all’ordine del giorno c’era anche la rendicontazione del 2007, e il tempo a disposizione era troppo esiguo per passare ad altro. E poi, soprattutto, le trattative sono sì in atto, ma assai complesse e delicate. La novità, resa nota ieri, è la rinuncia all’ostruzionismo da parte del consigliere Donato Seppi, che avrebbe di certo reso impossibile il voto della legge entro fine seduta, ossia venerdì. Seppi ha fatto un passo indietro, dovuto, a suo dire, a «una grande vittoria personale».
La rinuncia è dovuta a uno dei sei subemendamenti presentati da Baumgartner; riguarda l’articolo 1, comma 6, del disegno di legge in questione (il 162/2008). Secondo il documento, la giunta provinciale determinerà annualmente il numero di abitazioni in locazione all’Ipes e l’entità dei sussidi da erogare ai cittadini non Ue, ma solo se residenti in provincia da 5 anni, almeno 3 dei quali trascorsi lavorando. E questo si sapeva. Si è però aggiunta un’ulteriore restrizione: il numero di alloggi e la quota di sussidi verrano assegnati agli stranieri non Ue solo in ragione della media ponderata fra la loro consistenza numerica e il loro fabbisogno. Dunque: si sommerà il numero degli stranieri aventi diritto al numero di stranieri con più di 25 punti, e si dividerà per 2. Traduce Seppi: «Se oggi il 20% degli alloggi finisce agli stranieri, in futuro sarà il 7%». Idem, ed è qui la vera rivoluzione, per i sussidi casa. «Oggi li ottengono con un solo giorno di residenza, in futuro non sarà più così». Insomma, «italiani tedeschi e ladini riavranno ciò che gli spetta di diritto, e che gli era stato negato da anni». An, con i consiglieri Minniti e Sigismondi, parla di «bluff di Seppi», perché se la restrizione venisse approvata i meriti sarebbero piuttosto di An. «L’emendamento - spiegano - non dice nulla in più di quanto proposto da noi in commissione e colà approvato». I Verdi, con Kury, parlano di Wahlzuckerl, ossia di contentino elettorale, «come buona parte degli altri subemendamenti presentati dalla Svp, nel tentativo di approvare la legge in extremis». Spiega Kury: «Succede per le giovani coppie (l’emendamento stabilisce trattarsi di entrambi i coniugi sotto i 35 anni, ndr) per le quali le fasce di reddito saranno determinate dividendo la somma dei redditi dei coniugi per due. Oppure per la quinta fascia: parlano di aiuti al ceto medio, ma mentono sapendo di mentire; riguarderanno poche decine di persone. Cercano voti in ogni modo». Motivo per cui, se non verrà accolto, almeno in parte, ciò che si era stabilito in commissione, i Verdi voteranno no all’intera legge.
Oltre a quelli citati e tolto un altro subemendamento tecnico sulle separazioni - ma dovrebbe cambiare poco rispetto a oggi - gli altri emendamenti presentati da Baumgartner ai gruppi consiliari riguardano la cancellazione di commi. Dunque, un estremo tentativo di snellire, sveltire, evitare lunghe discussioni.
«Adesso tutti sanno tutto», chiosava ieri, in tarda serata, il capogruppo Svp. «Ora attendiamo le loro osservazioni. Siamo disponibili a discutere». Dopo il ritiro dell’ostruzionismo da parte di Seppi, Baumgartner si dice ottimista. «Non è detto che la legge non si faccia; la nostra maggioranza però non basta, dovremo accordarci». E dovranno farlo in due sole sedute.
Nessun commento:
Posta un commento