ALTO ADIGE - VENERDÌ, 10 OTTOBRE 2008
| Altroconsumo: «Bolzano carissima. Una famiglia spende in media 7.043 euro l’anno» |
| Bocciato il mercato di piazza Vittoria: «Può sembrare assurdo ma si risparmia di più andando in piazza Erbe» |
| VALERIA FRANGIPANE |
| BOLZANO. Carovita, che dolori. Bolzano è tra le città più arrabbiate d’Italia con i consumi in continua frenata. Secondo l’ultima indagine di Altroconsumo (che ha preso in considerazione 657 punti vendita di 44 città) i prezzi nel capoluogo continuano a correre più velocemente che altrove e sono aumentati del 6,4% dal 2007 ad oggi (a Trento del 5,25%). Altissima, purtroppo, anche la spesa media annua a famiglia. Se l’anno scorso a Bolzano era di 6.621 euro quest’anno è salita a 7.043. Qualche confronto: a Trento si spendono 6.908 euro all’anno, a Verona 6.475, a Brescia 6.767, a Padova 6.678, a Firenze (la più conveniente!) 6.063. E adesso la classifica dei supermercati cittadini. Altroconsumo ne ha messi sotto la lente otto. Considerato un carrello che contiene prodotti confezionati e di marca, secondo la statistica dell’associazione il supermercato più conveniente è l’Eurospar di via Roma (l’anno scorso era l’Interspar di via Buozzi sceso oggi al secondo posto). Seguono due Despar (di via Cesare Battisti e di via Palermo), il Billa (l’ex Standa) di Corso Italia ed il Famila di via Gobetti. A chiudere la mini-classifica l’A&O di piazza Matteotti ed il Super A&O di via del Ronco. Marino Melissano - vicepresidente di Altroconsumo - lancia un appello alla Provincia: «L’unica via d’uscita è monitorare i prezzi ogni settimana e metterli online, così il consumatore va dove più conviene visto che gli hard discount se non sono spariti del tutto sono comunque ridotti all’osso». Poi punta il dito contro l’eterno duopolio: «Continuiamo a pagare carissima la mancanza reale di concorrenza. Tutto è nelle mani del colosso Aspiag Despar (che ha il 60% dei supermercati della città) e del gruppo Omniscom (Famila A&O)». Insomma, non esiste via d’uscita. La Coop che ha aperto i battenti ai Piani a marzo del 2006, con grandi strombazzamenti, non è riuscita a mantenere le promesse perché ha le mani legate: «Su determinati prodotti ha i prezzi alti, talmente alti che non abbiamo nemmeno fatto fare le rilevazioni. Succede perché il supermercato si trova all’interno dei Mercati Generali e non può permettersi di fare concorrenza su frutta e verdura, vino e pesce». Insomma per Melissano i bolzanini hanno poche scappatoie: «Scrivete pure che non si salvano nemmeno con la Metro che sta facendo della pura speculazione». Male pure il mercato del sabato di piazza Vittoria e quello del giovedì di piazza Matteotti: «Per carità! Gli ambulanti hanno fatto salire i prezzi in maniera vertiginosa. Sembrerà assurdo ma il mercato di piazza delle Erbe (da sempre considerato la gioielleria dell’ortofrutta) ha offerte molto più convenienti. Volete un esempio per tutti? I finferli che arrivano dall’Austria costano 9 euro al chilo in piazza Erbe e dai 10 ai 12 ai mercati rionali». E poi un consiglio su tutti e per tutti: «Ci vuole attenzione e se si vuole risparmiare occorre visitare vari punti vendita ed andare a caccia di offerte speciali». Ma le famiglie come fanno a risparmiare? «Diciamo che si vedono costrette a rinunciare al superfluo e tornano, in alcuni casi, all’alimentazione di quarant’anni fa. La carne, per esempio, entra nelle case una volta la settimana e guardate che non parlo della carne bovina ma del pollo e del tacchino. Un altro esempio? Il pesce, si vende sempre meno e va quello allevato che è più a buon mercato. La colazione è tornata quella di una volta. Non vanno più corn flakes costosissimi (con uvette, mandorle e chi più ne ha più ne metta) ma è tornato alla grande il caro-vecchio pane, burro e marmellata». E adesso la lista nera della spesa, stilata da Altroconsumo, che vale per tutt’Italia: «Per renderci conto di quello che stanno pagando le famiglie facciamo alcuni esempi. La farina Barilla è aumentata di più del 50%, gli spaghetti della stessa marca costano il 34% in più rispetto all’anno scorso. Il Riso Scotti Oro è aumentato (quasi) del 29% e le penne De Cecco sono salite più del 20%. In generale i prezzi di articoli di prima necessità come pasta, riso, burro, latte e formaggi sono aumentati dal 10 al 20%». Una stangata continua. |
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