ALTO ADIGE - DOMENICA, 05 OTTOBRE 2008
di Antonella Mattioli
Serafini: «Penalizzati anche gli italiani che arrivano da fuori: è la logica del fortino»
Assoimprenditori: «Non tocca certo a noi garantire gli alloggi»
BOLZANO. «La nuova legge sulla casa introduce la logica del fortino finora estranea alla cultura dell’accoglienza di questa terra. Si penalizzano gli extracomunitari, ma per quanto riguarda il sussidio casa anche chi arriva dal resto d’Italia, Trentino compreso». Dopo il no dell’assessore Comina (Pace e diritti) e dei Verdi, alle critiche del Pd e della sinistra in genere si aggiunge il grido d’allarme del sindacato. Toni Serafini, segretario della Uil, attacca la Svp “che si è spostata a destra” e mette in guardia sui rischi sociali ed economici. No, per motivi diversi, dagli imprenditori. Preoccupa soprattutto la nuova regolamentazione del sussidio casa. «Finora - spiega Antonio Bacchin, capo ripartizione dell’edilizia agevolata - il sussidio casa lo ricevevano da subito tutti, altoatesini e non. Adesso servono per tutti cinque anni di residenza (più tre lavorativi per gli extracomunitari, ndr). Il requisito però riguarda solo i nuovi contratti d’affitto, ovvero quelli stipulati dopo la pubblicazione della legge sulla casa, quindi da novembre. Per gli altri il sussidio continuerà ad essere concesso fino alla scadenza del contratto». Attualmente i beneficiari sono 9.500, di cui 3.300 extracomunitari. La Provincia spende 31 milioni di euro l’anno. La crescita esponenziale dei costi unita alle pressioni delle destre, hanno spinto la Svp a chiudere i cordoni della borsa. «E, cosa più pericolosa - dice Serafini - a chiudere in faccia la porta a chi, d’ora in poi, arriverà da fuori. Non solo extracomunitari, ma anche semplicemente dal Trentino oltre che dal resto d’Italia. Faccio, un esempio, alla Röchling (ex Seeber) di Laives lavorano molti campani». Per non parlare poi dei numeri degli extracomunitari. «Rappresentano un quarto di coloro che sono impiegati nel settore edile - spiega Serafini -, il 18% degli operai delle fabbriche; assistenza, turismo e servizi senza di loro chiuderebbero. Gli extracomunitari sono il 7,5% della popolazione e occupano 541 alloggi Ipes (3,6%) su 15 mila». Proprio in considerazione di questo e per compensare la stretta sugli stranieri, i Verdi hanno preteso che la nuova legge chiami in causa i datori di lavoro che avranno l’obbligo di dare un alloggio al lavoratore extracomunitario che non abbia maturato i requisiti (5 anni di residenza e 3 di lavoro) per accedere alle agevolazioni in materia di edilizia.
«Norma populista - la definisce Christof Oberrauch, presidente di Assoindustriale -: se davvero fosse così, sarebbe discriminante nei confronti dei lavoratori comunitari. Il rischio è che non si assumano più extracomunitari. Anche perché a Bolzano è praticamente impossibile trovare un alloggio in affitto».
Ma si riuscirà a verificare il rispetto dell’obbligo?
«Il rischio - commenta Bacchin - è proprio questo. Bisognerà prevedere un sistema di controllo e successive sanzioni».
Altra novità sul sussidio casa: viene introdotto il tetto dei 6 mila euro l’anno, per evitare speculazioni dei padroni di casa.
Per quanto riguarda gli alloggi Ipes inoltre verranno create graduatorie ad hoc per gli extracomunitari. Cosa questa fortemente voluta dalle destre. Ma che fa paura al sindacato.
«Significa tornare al passato - mette in guardia Serafini - prima del 1988 all’Ipes c’erano graduatorie separate per i tre gruppi etnici ed era un disastro. Poi è stato introdotto il criterio del bisogno che dovrebbe continuare a valere anche per gli extracomunitari. Invece che ridurre sussidi casa e assegnazioni di alloggi Ipes bisogna realizzare il programma di 3 mila alloggi a canone calmierato già approvato dalla giunta».
Non solo critiche ma anche giudizi positivi.
La nuova legge favorisce le giovani coppie. Per i coniugi con meno di 35 anni e che siano sposati da meno di cinque, il reddito viene calcolato dividendo a metà la somma di quanto percepiscono entrambi. Si introduce inoltre la quinta fascia di reddito che si aggira intorno ai 50 mila euro. Sulla reale efficacia della quinta fascia però ci sono molti dubbi, perché a fronte di un contributo di circa 17 mila euro l’alloggio acquistato sarà vincolato per 20 anni.
L'ASSESSORE L. GALLO
E' stata approvata una pessima legge sull' edilizia sociale. Al di là dei singoli voti finali il coro è stato quasi unanime: destre tedesche scatenate, Svp che le ha disperatamente rincorse sul loro terreno, Destre italiane politicamente vittoriose, Pd sostanzialmente "non pervenuto". Solo Francesco Comina ha fatto una battaglia giusta e ha avuto il coraggio di opporsi. Si tratta di una controriforma di stampo elettoralistico. Finora il sistema degli aiuti nel settore casa si basava su un equilibrio: 5 anni di residenza per fare domanda di alloggio ipes ma nel frattempo aiuto pubblico per "sopravvivere" sul libero mercato degli affitti. Questa nuova legge pur di colpire le famiglie degli stranieri svuota invece sostanzialmente lo strumento del sussidio affitto, lasciando le famiglie di chi si trasferisce nella nostra provincia alla completa mercè del selvaggio mercato degli affitti. E poi ,come se non bastasse, si sono aggiunti ulteriori aggravi discriminanti per i cittadini stranieri a partire dal loro incasellamento in un sistema di quote fuori dalla realtà e che soprattutto non considera il criterio del bisogno. E' una legge che provocherà nel medio periodo disagio sociale, farà andare in difficoltà molte famiglie, crea discriminazioni basate sulla provenienza; è una legge moralmente ingiusta, politicamente sbagliata e socialmente controproducente.
Luigi Gallo
con le migliori intenzioni
Riflessioni
domenica 05 ottobre 2008
La legge elettorale, pardon, la legge sull'edilizia sociale, approvata venerdi scorso ha riservato anche una sorpresa finale; una norma ( introdotta, ahimè pare, da un emendamento dei Verdi) che impegna i datori di lavoro a garantire(?) l' alloggio ai lavoratori immigrati fin quando questi non avranno i requisiti per accedere alle assegnazioni e ai contributi pubblici ( ora almeno 5 anni ); sarà stata fatta con le migliori intenzioni ma rischia di essere una delle norme potenzialmente peggiori della legge. 1. contro gli stranieri ; rischia di introdurre una discriminazione de facto sul mercato del lavoro: a parità di condizioni un datore di lavoro preferirà assumere un italiano piuttosto che uno straniero; 2. contro gli italiani; perchè un datore di lavoro dovrebbe garantire un alloggio al lavoratore straniero e non anche agli italiani? 3. collegare un bisogno di base come l' alloggio al contratto di lavoro significa fare del lavoratore un " senza diritti". "stai buono perchè se perdi il lavoro , perdi pure la casa".
L' unica speranza e/o consolazione è che probabilmente questa norma sarà inapplicabile.
Delle migliori intenzioni è lastricata.....
Dal sito: www.luigigallo.info
di Antonella Mattioli
Serafini: «Penalizzati anche gli italiani che arrivano da fuori: è la logica del fortino»
Assoimprenditori: «Non tocca certo a noi garantire gli alloggi»
BOLZANO. «La nuova legge sulla casa introduce la logica del fortino finora estranea alla cultura dell’accoglienza di questa terra. Si penalizzano gli extracomunitari, ma per quanto riguarda il sussidio casa anche chi arriva dal resto d’Italia, Trentino compreso». Dopo il no dell’assessore Comina (Pace e diritti) e dei Verdi, alle critiche del Pd e della sinistra in genere si aggiunge il grido d’allarme del sindacato. Toni Serafini, segretario della Uil, attacca la Svp “che si è spostata a destra” e mette in guardia sui rischi sociali ed economici. No, per motivi diversi, dagli imprenditori. Preoccupa soprattutto la nuova regolamentazione del sussidio casa. «Finora - spiega Antonio Bacchin, capo ripartizione dell’edilizia agevolata - il sussidio casa lo ricevevano da subito tutti, altoatesini e non. Adesso servono per tutti cinque anni di residenza (più tre lavorativi per gli extracomunitari, ndr). Il requisito però riguarda solo i nuovi contratti d’affitto, ovvero quelli stipulati dopo la pubblicazione della legge sulla casa, quindi da novembre. Per gli altri il sussidio continuerà ad essere concesso fino alla scadenza del contratto». Attualmente i beneficiari sono 9.500, di cui 3.300 extracomunitari. La Provincia spende 31 milioni di euro l’anno. La crescita esponenziale dei costi unita alle pressioni delle destre, hanno spinto la Svp a chiudere i cordoni della borsa. «E, cosa più pericolosa - dice Serafini - a chiudere in faccia la porta a chi, d’ora in poi, arriverà da fuori. Non solo extracomunitari, ma anche semplicemente dal Trentino oltre che dal resto d’Italia. Faccio, un esempio, alla Röchling (ex Seeber) di Laives lavorano molti campani». Per non parlare poi dei numeri degli extracomunitari. «Rappresentano un quarto di coloro che sono impiegati nel settore edile - spiega Serafini -, il 18% degli operai delle fabbriche; assistenza, turismo e servizi senza di loro chiuderebbero. Gli extracomunitari sono il 7,5% della popolazione e occupano 541 alloggi Ipes (3,6%) su 15 mila». Proprio in considerazione di questo e per compensare la stretta sugli stranieri, i Verdi hanno preteso che la nuova legge chiami in causa i datori di lavoro che avranno l’obbligo di dare un alloggio al lavoratore extracomunitario che non abbia maturato i requisiti (5 anni di residenza e 3 di lavoro) per accedere alle agevolazioni in materia di edilizia.
«Norma populista - la definisce Christof Oberrauch, presidente di Assoindustriale -: se davvero fosse così, sarebbe discriminante nei confronti dei lavoratori comunitari. Il rischio è che non si assumano più extracomunitari. Anche perché a Bolzano è praticamente impossibile trovare un alloggio in affitto».
Ma si riuscirà a verificare il rispetto dell’obbligo?
«Il rischio - commenta Bacchin - è proprio questo. Bisognerà prevedere un sistema di controllo e successive sanzioni».
Altra novità sul sussidio casa: viene introdotto il tetto dei 6 mila euro l’anno, per evitare speculazioni dei padroni di casa.
Per quanto riguarda gli alloggi Ipes inoltre verranno create graduatorie ad hoc per gli extracomunitari. Cosa questa fortemente voluta dalle destre. Ma che fa paura al sindacato.
«Significa tornare al passato - mette in guardia Serafini - prima del 1988 all’Ipes c’erano graduatorie separate per i tre gruppi etnici ed era un disastro. Poi è stato introdotto il criterio del bisogno che dovrebbe continuare a valere anche per gli extracomunitari. Invece che ridurre sussidi casa e assegnazioni di alloggi Ipes bisogna realizzare il programma di 3 mila alloggi a canone calmierato già approvato dalla giunta».
Non solo critiche ma anche giudizi positivi.
La nuova legge favorisce le giovani coppie. Per i coniugi con meno di 35 anni e che siano sposati da meno di cinque, il reddito viene calcolato dividendo a metà la somma di quanto percepiscono entrambi. Si introduce inoltre la quinta fascia di reddito che si aggira intorno ai 50 mila euro. Sulla reale efficacia della quinta fascia però ci sono molti dubbi, perché a fronte di un contributo di circa 17 mila euro l’alloggio acquistato sarà vincolato per 20 anni.
L'ASSESSORE L. GALLO
E' stata approvata una pessima legge sull' edilizia sociale. Al di là dei singoli voti finali il coro è stato quasi unanime: destre tedesche scatenate, Svp che le ha disperatamente rincorse sul loro terreno, Destre italiane politicamente vittoriose, Pd sostanzialmente "non pervenuto". Solo Francesco Comina ha fatto una battaglia giusta e ha avuto il coraggio di opporsi. Si tratta di una controriforma di stampo elettoralistico. Finora il sistema degli aiuti nel settore casa si basava su un equilibrio: 5 anni di residenza per fare domanda di alloggio ipes ma nel frattempo aiuto pubblico per "sopravvivere" sul libero mercato degli affitti. Questa nuova legge pur di colpire le famiglie degli stranieri svuota invece sostanzialmente lo strumento del sussidio affitto, lasciando le famiglie di chi si trasferisce nella nostra provincia alla completa mercè del selvaggio mercato degli affitti. E poi ,come se non bastasse, si sono aggiunti ulteriori aggravi discriminanti per i cittadini stranieri a partire dal loro incasellamento in un sistema di quote fuori dalla realtà e che soprattutto non considera il criterio del bisogno. E' una legge che provocherà nel medio periodo disagio sociale, farà andare in difficoltà molte famiglie, crea discriminazioni basate sulla provenienza; è una legge moralmente ingiusta, politicamente sbagliata e socialmente controproducente.
Luigi Gallo
con le migliori intenzioni
Riflessioni
domenica 05 ottobre 2008
La legge elettorale, pardon, la legge sull'edilizia sociale, approvata venerdi scorso ha riservato anche una sorpresa finale; una norma ( introdotta, ahimè pare, da un emendamento dei Verdi) che impegna i datori di lavoro a garantire(?) l' alloggio ai lavoratori immigrati fin quando questi non avranno i requisiti per accedere alle assegnazioni e ai contributi pubblici ( ora almeno 5 anni ); sarà stata fatta con le migliori intenzioni ma rischia di essere una delle norme potenzialmente peggiori della legge. 1. contro gli stranieri ; rischia di introdurre una discriminazione de facto sul mercato del lavoro: a parità di condizioni un datore di lavoro preferirà assumere un italiano piuttosto che uno straniero; 2. contro gli italiani; perchè un datore di lavoro dovrebbe garantire un alloggio al lavoratore straniero e non anche agli italiani? 3. collegare un bisogno di base come l' alloggio al contratto di lavoro significa fare del lavoratore un " senza diritti". "stai buono perchè se perdi il lavoro , perdi pure la casa".
L' unica speranza e/o consolazione è che probabilmente questa norma sarà inapplicabile.
Delle migliori intenzioni è lastricata.....
Dal sito: www.luigigallo.info
E' giusto dare la casa a chi vive qui da anni e poi, se avanza, agli immigrati. Perchè poi gli immigrati non dovrebbero pagarsi un affitto come tutti? Pari diritti e doveri per tutti!
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