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giovedì 2 ottobre 2008

“Acciaierie”, la nostra storia

ALTO ADIGE - GIOVEDÌ, 02 OTTOBRE 2008



Si chiude così la trilogia sulla “memoria” degli altoatesini




Dopo il lavoro sugli emigranti trentini e quello su Sinigo ecco quello sul lavoro nella “simbolica” fabbrica bolzanina



C’è molta attesa, fin dalla presentazione della nuova stagione teatrale, per la produzione del Teatro Stabile di Bolzano intitolata “Acciaierie”. Dopo le felici esperienze di “Da qui a là ci vuole 30 giorni...” sull’epopea degli emigrati trentini in Brasile e di “Sinigo/L’acqua ci correva dietro” sulla vicenda della bonifica e successiva industrializzazione di Borgo Vittoria, messo in scena la scorsa stagione, Andrea Castelli e Antonio Caldonazzi, con l’aggiunta per l’occasione dello scrittore bolzanino Sandro Ottoni, danno vita quest’anno a questo spettacolo che completa la trilogia della memoria e del lavoro che il Teatro Stabile ha voluto dedicare alla nostra ancora giovane comunità e alla formazione di un’identità più radicata sul territorio.

Si tratta di uno spettacolo che racconta il grande esodo, le speranze, le difficoltà, le delusioni, il rapporto con la “nuova” vita da operai, il lavoro in fabbrica, la non facile situazione nei quartieri nati intorno alla cosiddetta “zona industriale” che diedero alloggio ai nuovi arrivati, creando una vera e propria città operaia.

Una nuova produzione che ha l’obiettivo di raccontare un importante quanto particolare momento storico della città di Bolzano, per farlo conoscere a quelli che non c’erano e ricordarlo assieme a coloro che l’hanno vissuto sulla propria pelle.

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