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lunedì 5 gennaio 2009

TEATRO Le indicazioni della rassegna










 
ALTO ADIGE - SABATO, 03 GENNAIO 2009






















 
La crisi «frena» gli appassionati
 
Motivo in più per una riflessione allargata e coordinata su proposte e gestione della nuova sala a San Giacomo


 LAIVES. La crisi finanziaria internazionale sta avendo riflessi anche sulla stagione teatrale in corso all’aula magna e sull’ennesima edizione della rassegna nazionale «Stefano Fait». La conferma è venuta, nei giorni scorsi, dagli organizzatori. È significativo il fatto che per la prima volta, dopo tanti anni, non è stato raggiunto il tutto esaurito per lo spettacolo di e con Andrea Castelli, un autentico beniaminon del pubblico locale. Secondo Loris Frazza, neo assessore alla cultura ed organizzatore (con la Filodrammatica cittadina) della rassegna e di altri eventi culturali in città, «Il problema maggiore è determinato dalla crisi economica. Nonostante prezzi decisamente popolari, come quelli applicati alla rassegna dialettale di Laives, non si riesce comunque più a riempire la sala. Al di là degli affezionati che hanno acquistato gli abbonamenti molto in anticipo, notiamo che la sera dello spettacolo arriva sempre meno gente al botteghino».

 Questa situazione rappresenta, per forza di cose, uno dei punti fermi da cui partire per impostare prima e risolvere poi il delicato problema della nuova sala teatrale di San Giacomo che, secondo il progettista e l’amministrazione civica, dovrebbe essere pronta e quindi agibile entro questo mese di gennaio.

 Sono due, in sintesi, le questioni da risolvere: 1) la programmazione degli spettacoli, 2) la gestione della struttura. Due questioni che non possono essere comunque slegate una dall’altra e che vanno affrontate con il sostegno di pareri il più possibile allargati. La giunta comunale ha dichiarato che è intenzionata a sentire le varie associazioni interessate per capire le loro esigenze e venire incontro alle eventuali richieste. È una strada necessariamente da percorrere assieme. Più ardua - anche alla luce dei riflessi della crisi finanziaria sulla rassegna teatrale in corso - appare la soluzione per la gestione della nuova sala teatrale nella frazione. L’ostacolo principale da considerare - e che comunque non sarà facile superare - è indubbiamente quello finanziario: le varie strutture similari presenti sul territorio provinciale sono altrettante «produzioni» di deficit perchè i costi di ordinaria amministrazione sono comunque elevati e non possono essere coperti dalla programmazione che, fra l’altro, non copre tutto l’arco dell’anno. Domanda scontata proprio per quanto riguarda la sala di San Giacomo e da verificare proprio con le varie associazioni: quanti saranno gli spettacoli nel corso dell’anno che saranno in grado di proporre tenendo conto degli altri spazi (quelli giovanili compresi) a disposizione sul territorio? Il tutto partendo da una constatazione di fondo: la rassegna teatrale non farà trasloco dalla sede “storica” dell’aula magna ristrutturata (bene) da pochi anni. (e.d.)








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