| ALTO ADIGE - DOMENICA, 04 GENNAIO 2009 | |
| Guderzo: «Sono in gravi difficoltà persone che abitano in città» |
| «Alimentiamo la solidarietà» Primi riscontri dal servizio svolto dal gruppo missionario |
| LAIVES. Inizia a funzionare il servizio di distribuzione delle derrate alimentari a coloro che più ne hanno bisogno. Lo ha allestito da un mese circa - nei locali di via Sottomonte 125 - il gruppo missionario, intitolandolo significativamente «Alimentiamo la solidarietà». È un servizio che poggia sul sostegno di tanti enti e sulla rete distributiva del «Banco alimentare», un’associazione onlus. «Sono una decina coloro che, muniti di tessera rilasciata dal distretto sociale, arrivano per rifornirsi di beni di primaria necessità - dice Enzo Guderzo, responsabile del gruppo missionario - e dopo la breve pausa natalizia (avevamo aperto anche la vigilia) riprenderemo mercoledì con la distribuzione. Bisogna tenere conto che in questo periodo pure i servizi sociali del distretto sono rimasti chiusi e vedremo con la ripresa come andranno le cose». E se qualcuno poteva associare il bisogno e l’indigenza agli extracomunitari, almeno in questa prima fase di presenza del punto «Alimentiamo la solidarietà», rimarrà sconcertato: «Dei 7-8 che sono arrivati per chiedere un aiuto concreto - spiega Guderzo - nessuno era extracomunitario. Si tratta invece di persone che abitano a Laives e che hanno alle spalle situazioni particolarmente difficili, persone che in diversi casi hanno anche dei figli e sono prive di reddito al punto da non sapere proprio come fare per mangiare. Sono situazioni che noi sinceramente non conoscevamo prima e debbo aggiungere che comunque l’approccio con questo nuovo servizio di distribuzione è sempre positivo, anche se talvolta, per discrezione o mancanza di tempo, non abbiamo modo di parlare più approfonditamente con tutti». Le parole del responsabile del gruppo missionario effettivamente lasciano sconcertati: eravamo abituati ad associare il bisogno e la disperazione con soggetti che vivono ai margini della società, senzatetto o extracomunitari ed invece gli operatori sociali dicono che a chiedere un aiuto, anche solo per mangiare, sono persone che fanno parte da sempre della comunità di residenti e che, per un qualche motivo, ad un certo punto della vita hanno subìto una svolta drammatica che li ha fatti scivolare sempre più nell’indigenza. Purtroppo casi come questi sono numerosi sul territorio comunale: un’analisi in tal senso sarebbe più che mai opportuna. Tornando all’opportunità offerta da «Alimentiamo la solidarietà», vi può accedere solo chi ha effettivo bisogno. La verifica preliminare viene fatta dal distretto sociale ed è lì che semmai ci si deve rivolgere, presentando la documentazione che viene richiesta in questo caso. |
Bene, una cosa positiva :)
RispondiEliminaVergognati ! Vedi quello che ti piace vedere e a me hai saputo dare solo insulti ! Se dio esiste e ci credi non preoccuparti di me.. Io me la son sempre cavata da solo e lo faccio da una vita.. Preoccupati piuttosto per te ! Parenti serpenti ! ! !
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