Non sprechiamo le risorse pubbliche in opere di dubbio interesse collettivo.
Anzitutto c’è la possibilità per la città di Bolzano, il comune maggiormente coinvolto assieme a quelli di Laives e Vadena, di avere una voce e quindi potere di controllo e di indirizzo nel consiglio di amministrazione della società che gestisce l’aeroporto; in secondo luogo c’è la possibilità per la Provincia di procedere liberamente e senza dover rendere conto a nessuno a ripianare i debiti passati e a finanziare i progetti futuri di tale società.
Vale perciò la pena di tornare a ribadire la posizione di Rifondazione comunista nel merito dell’aeroporto. Si tratta di un’infrastruttura inutile, in costante perdita, un vero e proprio pozzo senza fondo che continua a drenare le risorse pubbliche sottraendole ad altri settori (poco tempo fa lo stesso presidente Durnvalder denunciava la grave mancanza di asili nido: Li faccia costruire, presidente, i soldi quando si vuole si trovano!); un’opera utile solo ai trasferimenti della casta politico economico finanziaria locale e a chi gestisce l’infrastruttura e si candida a gestire il suo eventuale ingrandimento. Se è in perdita, lo sarà anche una volta ristrutturato e una politica che continua a progettare piccoli aeroporti locali è uno sperpero di risorse.
Si tratta di un opera altamente inquinante che per di più va a sommarsi ad altre opere che producono inquinamento, come il nuovo inceneritore di cui sono stati di recente avviati i lavori.
Inoltre ci sono quasi 30mila firme di cittadini che chiedono che il progetto di ampliamento dell’aeroporto sia sottoposto a referendum popolare.
Infine quel milione di euro trovato in un batter d’occhio e versato in un pozzo senza fondo poteva invece essere impiegato per migliorare il trasporto pubblico locale o per attenuare gli effetti della crisi che sempre più si fanno sentire anche nella nostra provincia.
Fabio Visentin
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