| Caro vita: lunga discussione in aula consiliare sulle misure da adottare per aiutare le numerose famiglie in difficoltà |
| Respinta mozione di Grasso. L’assessore: i servizi costano troppo |
| Il sindaco: impossibile rinunciare alla somma di 420 mila euro annui |
| LAIVES. Cosa si può fare per combattere il carovita, in particolare adesso, che si sta aggravando la crisi e numerose famiglie faticano ad arrivare a fine mese?. Se ne è parlato in consiglio comunale sulla scorta di una mozione presentata da Rosario Grasso e si è anche capito che l’amministrazione comunale non ha molti strumenti a disposizione se non quello di tagliare ancora le spese. La discussione, nel corso della seduta consiliare, è servita anche a ribadire che proprio in questo momento - a causa anche della crisi finanziaria internazionale - le difficoltà delle famiglie sono ulteriormente aumentate. Una delle idee lanciate proprio dagli intervenuti in aula consiliare è stata di eliminare ad esempio l’addizionale Irpef che attualmente a Laives viene applicata nella misura del 2 per mille. «Molti comuni della nostra provincia lo hanno fatto - ha affermato Grasso - e sarebbe un passo concreto per le famiglie in difficoltà. Io ho chiesto più volte interventi, che in parte mi sono stati promessi dalla giunta, salvo poi non fare nulla e intanto il problema si sta aggravando». «Dall’addizionale Irpef - ha però spiegato il sindaco Polonioli - il Comune ricava 420 mila euro l’anno, somma alla quale assolutamente non possiamo rinunciare, a meno che non si pensi ad eliminare contemporaneamente una serie di servizi al cittadino. Speriamo che la nuova giunta provinciale in primis dia qualche segnale in positivo». «Certo che il Comune non ne ha dati di questi segnali - ha incalzato Christian Bianchi (An-Pdl) - basti pensare agli aumenti delle tariffe in questi ultimi anni. È necessario avviare un discorso serio sulla riduzione delle spese superflue in Comune, predisponendo piani di risparmio a lungo termine, ad iniziare dal bilancio di previsione». Una analisi a questo punto l’ha accennata l’assessore alle politiche sociali Liliana Di Fede, che pure si è allineata sulle parole del sindaco nel sostenere che, effettivamente, la realtà di Laives, mediamente formata da giovani famiglie, necessita di servizi che purtroppo costano, così come altri, vedi l’acqua, debbono puntare al pareggio fra spese ed entrate. «Certamente occorre ridurre la spesa dove è possibile - ha aggiunto la Di Fede - e stiamo verificando euro per euro il bilancio, con il fine di non dover mettere mano ad aumenti». Margini di manovra effettivamente il Comune non ne ha molti e dato che non si vuole aumentare la pressione tariffaria, non rimane altro che tagliare spese anche se l’apparato comunale è ridotto al minimo indispensabile, ha detto il sindaco Polonioli nel corso della discussione che c’è stata l’altra sera in aula consiliare. LA MOZIONE L’incapacità di arrivare alla fine del mese da parte di fasce sempre più estese della popolazione, ceto medio compreso, preoccupa ormai anche settori importanti dell’imprenditoria e perfino esponenti ultraliberisti a causa delle evidenti ricadute sulla domanda interna. Gli interventi nella disponibilità delle amministrazioni locali non sono numerosi, ma sarebbero comunque una boccata d’ossigeno per chi si trova in una condizione ormai insostenibile: è dunque necessario a questo punto passare dalle parole ai fatti prendendo una serie di provvedimenti in grado di mitigare lo stato di sofferenza in cui si trova questa fascia di cittadini. Tenuto quindi conto che
il consiglio comunale impegna la giunta a
Il Consigliere comunale Rosario Grasso Laives, 12 ottobre 2008 |
sabato 22 novembre 2008
«L’addizionale Irpef deve rimanere»
ALTO ADIGE - SABATO, 22 NOVEMBRE 2008
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