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martedì 4 novembre 2008

Zona Vurza, il «decollo» non c’è

ALTO ADIGE - MERCOLEDÌ, 05 NOVEMBRE 2008



























 
L’unico complesso artigianale in costruzione si trova accanto alla statale: per il resto niente
 
Dopo 2 anni è ancora quasi vuota. Colpa del terreno
 
Le aziende devono sobbarcarsi i costi dei lavori al sottosuolo




 LAIVES. Sono passati due anni da quando la zona produttiva Vurza, nella parte dei 7,5 ettari di pertinenza provinciale, venne inaugurata alla presenza degli assessori Florian Mussner e Werner Frick, ma ancora adesso buona parte della grande area appare desolatamente vuota e solo accanto alla statale 12 è in fase di costruzione il primo complesso artigianale. È evidente insomma che quantomeno c’è uno scarso interesse da parte di altre aziende ad insediarsi nell’area provinciale Vurza, vuoi perché il momento è poco favorevole dal punto di vista economico generale, vuoi perché quell’area inoltre è gravata da notevoli problemi idrogeologici, che si possono superare solo spendendo cifre consistenti per consolidare il suolo. È questo il nodo più delicato, quello che, a quanto si capisce, tiene lontani coloro che stanno cercando un terreno produttivo sul quale edificare la propria azienda.

 L’assessore Frick, durante L’inaugurazione, il 29 novembre 2006, aveva parlato di «zona di grande pregio, anche perché posta al centro del territorio provinciale». Su questo nessun dubbio. Ma chi ha iniziato poi a costruire si è scontrato con i problemi idrogeologici rappresentati da un sottosuolo che diventa sempre più torboso a mano a mano che si va verso la montagna. Costruire in queste condizioni (e lo sanno bene coloro che hanno iniziato vicino alla statale 12) significa dover mettere in preventivo quasi certamente una palificazione sotterranea, più o meno fitta a seconda della natura dello strato. Questa palificazione, come venne spiegato anche in consiglio comunale rispondendo ad interrogazioni, non è stata compresa negli oneri relativi alle opere di urbanizzazione della zona e quindi incide sui preventivi di spesa di ciascuna delle ditte. Non c’è da meravigliarsi perciò se, come detto, a due anni di distanza dall’inaugurazione, solo un angolino per adesso è in costruzione: tutto il resto dell’area invece rimane fermo.

 A costruire sono coloro che si sono uniti nel consorzio «K11» della Cna e che hanno ricevuto dalla Provincia una parte dell’area accanto alla statale 12, una delle poche a disposizione delle piccole imprese che operano nella zona tra Bolzano e Laives. Saranno più o meno 7000 metri quadrati di costruzione nei quali dovrebbero poi trovare posto 23 aziende, su più piani. Il fronte verso la statale è considerato il migliore e la suddivisione degli spazi è avvenuta tenendo conto delle esigenze manifestate da ciascuna delle aziende.

 Anche per loro ad ogni modo si è reso necessario, in fase preliminare, procedere con la messa in opera di micropali in cemento per avere sufficienti garanzie di stabilità degli edifici sovrastanti, il tutto con costi aggiuntivi non indifferenti.

















L’AREA A SUD






 L’incognita legata alla natura idrogeologica del sottosuolo riguarda buona parte del territorio comunale, in modo particolare verso il fondovalle. Gli stessi problemi che investono la zona Vurza, a nord di Pineta, potrebbero perciò manifestarsi anche nell’area a sud della città, dove è previsto l’ampliamento di 3,5 ettari della zona industriale. Anche lì potrebbe rendersi necessario il ricorso ad una sistematica palificazione, cosa che farebbe lievitare di molto anche i costi preventivati attualmente dai tecnici.













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