BOLZANO. Diversamente da Bolzano, Laives non ha problemi per quanto riguarda la disponibilità di aree da destinare all’edilizia sociale.
«Con la zona Toggenburg 1 (2 ettari circa accanto a Pineta di Laives) cui si aggiunge anche l’area tra via Noldin e via Andreas Hofer (altri 50 appartamenti circa) - spiega il sindaco Giovanni Polonioli - l’Ipes potrà esaurire la graduatoria di domande attualmente esistenti da noi. In prospettiva futura arriverà anche la Toggenburg 2, che è speculare (anche come dimensioni) alla Gemella Toggenburg 1, ed è anch’essa completamente riservata a edilizia sociale e edilizia agevolata, con un’altra cinquantina di appartamenti che proprio l’Ipes potrebbe costruire. In questo senso a Laives siamo tranquilli e non ci sono problemi e semmai si tratta, da parte dell’Ipes, di accelerare i programmi». Possibile, a questo punto, che si torni al caro-vecchio fenomeno dell’immigrazione dal capoluogo, come già accaduto qualche decennio addietro, con l’arrivo di centinaia di nuove famiglie in zona che non avevano trovato casa a Bolzano? «Non credo - risponde Polonioli - perché nella graduatoria Ipes che riguarda il nostro Comune non possono entrare cittadini residenti altrove se non per specifici motivi legati al posto di lavoro. Penso perciò che Laives non tornerà alla crescita vorticosa che si è vista in passato, con tutti i problemi che ha comportato per la città». (b.c.)
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