ALTO ADIGE - GIOVEDÌ, 05 FEBBRAIO 2009
di Mirco Marchiodi
L’appello di Ladinser ai cittadini «È necessario fare più attenzione»
L’assessore: inutile lamentarsi se buona parte dei nostri acquisti finisce poi nella spazzatura
BOLZANO. La crisi economica ha colpito anche Bolzano, ma l’assessore comunale alle attività economiche lancia un appello: «Faremo il possibile contro la crisi - promette Klaus Ladinser -, però non è nemmeno giusto che tutti si lamentino quando poi nei nostri cassonetti troviamo il 25% degli alimentari che vengono acquistati». Il centro consumatori conferma che si butta troppo («ma il 25% è eccessivo, siamo attorno al 10-15%») e invita le famiglie a fare più attenzione.
Sarà che i bolzanini conoscono bene la storia di Castel Greifenstein, a San Genesio, dove gli abitanti gettarono dalle mura l’ultimo maiale ancora a loro disposizione per far credere agli occupanti di avere ancora sufficienti riserve (da qui il nome di “castello del porco”), fatto sta che buona parte degli alimentari acquistati finiscono dritti dritti nel bidone dei rifiuti. Klaus Ladinser, assessore all’ambiente e alle attività economiche del Comune di Bolzano, chiede maggiore attenzione ai suoi concittadini. «La crisi - afferma - cercheremo di affrontarla con tutti i mezzi possibili, però bisogna anche smetterla di lamentarsi se poi buona parte degli alimenti che acquistiamo vengono poi gettati». Ladinser, partendo dai dati della raccolta differenziata dell’umido, parla addirittura di un 25%. La stima pare alta, ma anche il Ctcu conferma che gli sprechi alimentari delle famiglie sono molto elevati: «Parlare del 25% è forse eccessivo - afferma il direttore del centro consumatori Walther Andreaus - ma studi e analisi fatti a livello internazionale dicono che effettivamente una parte degli alimenti acquistati che si può quantificare attorno al 10-15% vengono poi buttati».
Che sia il 15% o il 25%, resta la domanda di Ladinser: possibile che in tempi di crisi si getti una quantità di cibo talmente rilevante? «In effetti sì», spiega Andreaus. «I motivi - prosegue il direttore del Ctcu - sono diversi. Ad esempio capita che si cucini troppo e che non si finisca tutto, oppure si acquistano dei prodotti con la data di scadenza troppo vicina e non li si consumano in tempo o ancora si comprano alimenti che si mettono da qualche parte e di cui ci si dimentica. Oppure si approfitta di offerte speciali per quantità di prodotti eccessive rispetto all’effettivo consumo». Nei corsi che organizza il Ctcu, questo aspetto viene espressamente sottolineato. «I consigli che diamo - spiega Andreaus - sono molto semplici. Innanzitutto è importante sapere che una buona pianificazione degli acquisti permette di risparmiare molto. In questo senso è fondamentale fare la spesa con la lista su cui segnare quello che serve davvero». Infine un consiglio che può suonare strano ma non lo è: «Meglio fare la spesa a stomaco pieno. Perché se si va a fare acquisti quando si è affamati - sostiene Andreaus - è dimostrato che si compra più di quanto effettivamente sia necessario».
Nessun commento:
Posta un commento