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giovedì 2 ottobre 2008

La ciclabile raggiungerà la stazione

ALTO ADIGE - GIOVEDÌ, 02 OTTOBRE 2008



La giunta dà l’ok al progetto Sarà espropriato un terreno



«Dopo le elezioni torniamo alla carica per completarla»




BRUNO CANALI



LAIVES. L’amministrazione comunale non ha perduto la speranza di riuscire ad avere una pista ciclabile che raggiunga quella provinciale, sulla sponda ovest dell’Adige, nei paraggi della discarica Ischia Frizzi. Intanto la giunta ha dato l’ok al progetto esecutivo per il tratto di ciclabile dalla città fino alla stazione Fs: oltre è territorio comunale di Vadena e la competenza di Laives finisce.

«Però spingeremo per il completamento della pista ciclabile in direzione di quella provinciale - assicura il sindaco Polonioli - tant’è che attendiamo le elezioni provinciali imminenti per poi andare a parlarne con il presidente della nuova giunta provinciale, oltre che con il sindaco di Vadena. Ricordo solamente che questo tratto di pista, fino a quella provinciale, è stato inserito dalla stessa Provincia nei piani urbanistici comunali nostro e di Vadena».

Tornando al progetto esecutivo di quella fino alla stazione ferroviaria, è stato predisposto dal geometra Rudolf Kofler di Ora. «Sarà un lavoro da circa 700 mila euro come base d’asta - continua Polonioli - e, come detto, aspettiamo solo che venga insediata la nuova giunta provinciale per poi tornare alla carica anche con la richiesta di finanziamenti».

La pista verrà realizzata lungo un lato di via Stazione, espropriando la striscia di campagna necessaria. È stata abbandonata definitivamente invece l’ipotesi di tracciarla sulla via Stazione stessa, perché avrebbe creato difficoltà al traffico e avrebbe anche richiesto l’abbassamento del limite di velocità fino a 30 chilometri orari lungo via Stazione, condizioni che i residenti non hanno accettato. Si va verso l’esproprio, quindi, che è anche la soluzione migliore per la sicurezza dei ciclisti: la pista ciclabile infatti verrà separata mediante una siepe.

La ciclabile raggiungerà la stazione

ALTO ADIGE - GIOVEDÌ, 02 OTTOBRE 2008



La giunta dà l’ok al progetto Sarà espropriato un terreno



«Dopo le elezioni torniamo alla carica per completarla»




BRUNO CANALI



LAIVES. L’amministrazione comunale non ha perduto la speranza di riuscire ad avere una pista ciclabile che raggiunga quella provinciale, sulla sponda ovest dell’Adige, nei paraggi della discarica Ischia Frizzi. Intanto la giunta ha dato l’ok al progetto esecutivo per il tratto di ciclabile dalla città fino alla stazione Fs: oltre è territorio comunale di Vadena e la competenza di Laives finisce.

«Però spingeremo per il completamento della pista ciclabile in direzione di quella provinciale - assicura il sindaco Polonioli - tant’è che attendiamo le elezioni provinciali imminenti per poi andare a parlarne con il presidente della nuova giunta provinciale, oltre che con il sindaco di Vadena. Ricordo solamente che questo tratto di pista, fino a quella provinciale, è stato inserito dalla stessa Provincia nei piani urbanistici comunali nostro e di Vadena».

Tornando al progetto esecutivo di quella fino alla stazione ferroviaria, è stato predisposto dal geometra Rudolf Kofler di Ora. «Sarà un lavoro da circa 700 mila euro come base d’asta - continua Polonioli - e, come detto, aspettiamo solo che venga insediata la nuova giunta provinciale per poi tornare alla carica anche con la richiesta di finanziamenti».

La pista verrà realizzata lungo un lato di via Stazione, espropriando la striscia di campagna necessaria. È stata abbandonata definitivamente invece l’ipotesi di tracciarla sulla via Stazione stessa, perché avrebbe creato difficoltà al traffico e avrebbe anche richiesto l’abbassamento del limite di velocità fino a 30 chilometri orari lungo via Stazione, condizioni che i residenti non hanno accettato. Si va verso l’esproprio, quindi, che è anche la soluzione migliore per la sicurezza dei ciclisti: la pista ciclabile infatti verrà separata mediante una siepe.

“Acciaierie”, la nostra storia

ALTO ADIGE - GIOVEDÌ, 02 OTTOBRE 2008



Si chiude così la trilogia sulla “memoria” degli altoatesini




Dopo il lavoro sugli emigranti trentini e quello su Sinigo ecco quello sul lavoro nella “simbolica” fabbrica bolzanina



C’è molta attesa, fin dalla presentazione della nuova stagione teatrale, per la produzione del Teatro Stabile di Bolzano intitolata “Acciaierie”. Dopo le felici esperienze di “Da qui a là ci vuole 30 giorni...” sull’epopea degli emigrati trentini in Brasile e di “Sinigo/L’acqua ci correva dietro” sulla vicenda della bonifica e successiva industrializzazione di Borgo Vittoria, messo in scena la scorsa stagione, Andrea Castelli e Antonio Caldonazzi, con l’aggiunta per l’occasione dello scrittore bolzanino Sandro Ottoni, danno vita quest’anno a questo spettacolo che completa la trilogia della memoria e del lavoro che il Teatro Stabile ha voluto dedicare alla nostra ancora giovane comunità e alla formazione di un’identità più radicata sul territorio.

Si tratta di uno spettacolo che racconta il grande esodo, le speranze, le difficoltà, le delusioni, il rapporto con la “nuova” vita da operai, il lavoro in fabbrica, la non facile situazione nei quartieri nati intorno alla cosiddetta “zona industriale” che diedero alloggio ai nuovi arrivati, creando una vera e propria città operaia.

Una nuova produzione che ha l’obiettivo di raccontare un importante quanto particolare momento storico della città di Bolzano, per farlo conoscere a quelli che non c’erano e ricordarlo assieme a coloro che l’hanno vissuto sulla propria pelle.

“Acciaierie”, la nostra storia

ALTO ADIGE - GIOVEDÌ, 02 OTTOBRE 2008



Si chiude così la trilogia sulla “memoria” degli altoatesini




Dopo il lavoro sugli emigranti trentini e quello su Sinigo ecco quello sul lavoro nella “simbolica” fabbrica bolzanina



C’è molta attesa, fin dalla presentazione della nuova stagione teatrale, per la produzione del Teatro Stabile di Bolzano intitolata “Acciaierie”. Dopo le felici esperienze di “Da qui a là ci vuole 30 giorni...” sull’epopea degli emigrati trentini in Brasile e di “Sinigo/L’acqua ci correva dietro” sulla vicenda della bonifica e successiva industrializzazione di Borgo Vittoria, messo in scena la scorsa stagione, Andrea Castelli e Antonio Caldonazzi, con l’aggiunta per l’occasione dello scrittore bolzanino Sandro Ottoni, danno vita quest’anno a questo spettacolo che completa la trilogia della memoria e del lavoro che il Teatro Stabile ha voluto dedicare alla nostra ancora giovane comunità e alla formazione di un’identità più radicata sul territorio.

Si tratta di uno spettacolo che racconta il grande esodo, le speranze, le difficoltà, le delusioni, il rapporto con la “nuova” vita da operai, il lavoro in fabbrica, la non facile situazione nei quartieri nati intorno alla cosiddetta “zona industriale” che diedero alloggio ai nuovi arrivati, creando una vera e propria città operaia.

Una nuova produzione che ha l’obiettivo di raccontare un importante quanto particolare momento storico della città di Bolzano, per farlo conoscere a quelli che non c’erano e ricordarlo assieme a coloro che l’hanno vissuto sulla propria pelle.

Edilizia sociale, stretta per gli immigrati

ALTO ADIGE - GIOVEDÌ, 02 OTTOBRE 2008



di Davide Pasquali



La Svp va «incontro» a Unitalia Seppi rinuncia all’ostruzionismo



Legge pronta per l’approvazione Con emendamento: per i sussidi 5 anni di residenza e 3 di lavoro




BOLZANO. Legge provinciale sull’edilizia sociale. All’emendamento Baumgartner, si sono aggiunti ulteriori sub-emendamenti. Il più importante riguarda gli immigrati. Insomma, la Svp è andata incontro alla destra. Così Unitalia ha deciso di rinunciare all’ostruzionismo e la Svp spera nell’approvazione. Dure le restrizioni per stranieri non Ue: per accedere ad alloggi Ipes e sussidi, necessari 5 anni di residenza e 3 di lavoro. Ma non basta: il numero di alloggi assegnati sarà la media ponderata fra consistenza numerica e fabbisogno. Tradotto: assegnazioni ridotte a un terzo, sussidi quasi eliminati.

In realtà, ieri, nel corso della terz’ultima seduta del consiglio provinciale prima delle elezioni, sul fronte casa non si è mosso molto. Esternazioni di Verdi, Unitalia, An, Svp. Ma la discussione in aula non si è tenuta, perché all’ordine del giorno c’era anche la rendicontazione del 2007, e il tempo a disposizione era troppo esiguo per passare ad altro. E poi, soprattutto, le trattative sono sì in atto, ma assai complesse e delicate. La novità, resa nota ieri, è la rinuncia all’ostruzionismo da parte del consigliere Donato Seppi, che avrebbe di certo reso impossibile il voto della legge entro fine seduta, ossia venerdì. Seppi ha fatto un passo indietro, dovuto, a suo dire, a «una grande vittoria personale».

La rinuncia è dovuta a uno dei sei subemendamenti presentati da Baumgartner; riguarda l’articolo 1, comma 6, del disegno di legge in questione (il 162/2008). Secondo il documento, la giunta provinciale determinerà annualmente il numero di abitazioni in locazione all’Ipes e l’entità dei sussidi da erogare ai cittadini non Ue, ma solo se residenti in provincia da 5 anni, almeno 3 dei quali trascorsi lavorando. E questo si sapeva. Si è però aggiunta un’ulteriore restrizione: il numero di alloggi e la quota di sussidi verrano assegnati agli stranieri non Ue solo in ragione della media ponderata fra la loro consistenza numerica e il loro fabbisogno. Dunque: si sommerà il numero degli stranieri aventi diritto al numero di stranieri con più di 25 punti, e si dividerà per 2. Traduce Seppi: «Se oggi il 20% degli alloggi finisce agli stranieri, in futuro sarà il 7%». Idem, ed è qui la vera rivoluzione, per i sussidi casa. «Oggi li ottengono con un solo giorno di residenza, in futuro non sarà più così». Insomma, «italiani tedeschi e ladini riavranno ciò che gli spetta di diritto, e che gli era stato negato da anni». An, con i consiglieri Minniti e Sigismondi, parla di «bluff di Seppi», perché se la restrizione venisse approvata i meriti sarebbero piuttosto di An. «L’emendamento - spiegano - non dice nulla in più di quanto proposto da noi in commissione e colà approvato». I Verdi, con Kury, parlano di Wahlzuckerl, ossia di contentino elettorale, «come buona parte degli altri subemendamenti presentati dalla Svp, nel tentativo di approvare la legge in extremis». Spiega Kury: «Succede per le giovani coppie (l’emendamento stabilisce trattarsi di entrambi i coniugi sotto i 35 anni, ndr) per le quali le fasce di reddito saranno determinate dividendo la somma dei redditi dei coniugi per due. Oppure per la quinta fascia: parlano di aiuti al ceto medio, ma mentono sapendo di mentire; riguarderanno poche decine di persone. Cercano voti in ogni modo». Motivo per cui, se non verrà accolto, almeno in parte, ciò che si era stabilito in commissione, i Verdi voteranno no all’intera legge.

Oltre a quelli citati e tolto un altro subemendamento tecnico sulle separazioni - ma dovrebbe cambiare poco rispetto a oggi - gli altri emendamenti presentati da Baumgartner ai gruppi consiliari riguardano la cancellazione di commi. Dunque, un estremo tentativo di snellire, sveltire, evitare lunghe discussioni.

«Adesso tutti sanno tutto», chiosava ieri, in tarda serata, il capogruppo Svp. «Ora attendiamo le loro osservazioni. Siamo disponibili a discutere». Dopo il ritiro dell’ostruzionismo da parte di Seppi, Baumgartner si dice ottimista. «Non è detto che la legge non si faccia; la nostra maggioranza però non basta, dovremo accordarci». E dovranno farlo in due sole sedute.

Edilizia sociale, stretta per gli immigrati

ALTO ADIGE - GIOVEDÌ, 02 OTTOBRE 2008



di Davide Pasquali



La Svp va «incontro» a Unitalia Seppi rinuncia all’ostruzionismo



Legge pronta per l’approvazione Con emendamento: per i sussidi 5 anni di residenza e 3 di lavoro




BOLZANO. Legge provinciale sull’edilizia sociale. All’emendamento Baumgartner, si sono aggiunti ulteriori sub-emendamenti. Il più importante riguarda gli immigrati. Insomma, la Svp è andata incontro alla destra. Così Unitalia ha deciso di rinunciare all’ostruzionismo e la Svp spera nell’approvazione. Dure le restrizioni per stranieri non Ue: per accedere ad alloggi Ipes e sussidi, necessari 5 anni di residenza e 3 di lavoro. Ma non basta: il numero di alloggi assegnati sarà la media ponderata fra consistenza numerica e fabbisogno. Tradotto: assegnazioni ridotte a un terzo, sussidi quasi eliminati.

In realtà, ieri, nel corso della terz’ultima seduta del consiglio provinciale prima delle elezioni, sul fronte casa non si è mosso molto. Esternazioni di Verdi, Unitalia, An, Svp. Ma la discussione in aula non si è tenuta, perché all’ordine del giorno c’era anche la rendicontazione del 2007, e il tempo a disposizione era troppo esiguo per passare ad altro. E poi, soprattutto, le trattative sono sì in atto, ma assai complesse e delicate. La novità, resa nota ieri, è la rinuncia all’ostruzionismo da parte del consigliere Donato Seppi, che avrebbe di certo reso impossibile il voto della legge entro fine seduta, ossia venerdì. Seppi ha fatto un passo indietro, dovuto, a suo dire, a «una grande vittoria personale».

La rinuncia è dovuta a uno dei sei subemendamenti presentati da Baumgartner; riguarda l’articolo 1, comma 6, del disegno di legge in questione (il 162/2008). Secondo il documento, la giunta provinciale determinerà annualmente il numero di abitazioni in locazione all’Ipes e l’entità dei sussidi da erogare ai cittadini non Ue, ma solo se residenti in provincia da 5 anni, almeno 3 dei quali trascorsi lavorando. E questo si sapeva. Si è però aggiunta un’ulteriore restrizione: il numero di alloggi e la quota di sussidi verrano assegnati agli stranieri non Ue solo in ragione della media ponderata fra la loro consistenza numerica e il loro fabbisogno. Dunque: si sommerà il numero degli stranieri aventi diritto al numero di stranieri con più di 25 punti, e si dividerà per 2. Traduce Seppi: «Se oggi il 20% degli alloggi finisce agli stranieri, in futuro sarà il 7%». Idem, ed è qui la vera rivoluzione, per i sussidi casa. «Oggi li ottengono con un solo giorno di residenza, in futuro non sarà più così». Insomma, «italiani tedeschi e ladini riavranno ciò che gli spetta di diritto, e che gli era stato negato da anni». An, con i consiglieri Minniti e Sigismondi, parla di «bluff di Seppi», perché se la restrizione venisse approvata i meriti sarebbero piuttosto di An. «L’emendamento - spiegano - non dice nulla in più di quanto proposto da noi in commissione e colà approvato». I Verdi, con Kury, parlano di Wahlzuckerl, ossia di contentino elettorale, «come buona parte degli altri subemendamenti presentati dalla Svp, nel tentativo di approvare la legge in extremis». Spiega Kury: «Succede per le giovani coppie (l’emendamento stabilisce trattarsi di entrambi i coniugi sotto i 35 anni, ndr) per le quali le fasce di reddito saranno determinate dividendo la somma dei redditi dei coniugi per due. Oppure per la quinta fascia: parlano di aiuti al ceto medio, ma mentono sapendo di mentire; riguarderanno poche decine di persone. Cercano voti in ogni modo». Motivo per cui, se non verrà accolto, almeno in parte, ciò che si era stabilito in commissione, i Verdi voteranno no all’intera legge.

Oltre a quelli citati e tolto un altro subemendamento tecnico sulle separazioni - ma dovrebbe cambiare poco rispetto a oggi - gli altri emendamenti presentati da Baumgartner ai gruppi consiliari riguardano la cancellazione di commi. Dunque, un estremo tentativo di snellire, sveltire, evitare lunghe discussioni.

«Adesso tutti sanno tutto», chiosava ieri, in tarda serata, il capogruppo Svp. «Ora attendiamo le loro osservazioni. Siamo disponibili a discutere». Dopo il ritiro dell’ostruzionismo da parte di Seppi, Baumgartner si dice ottimista. «Non è detto che la legge non si faccia; la nostra maggioranza però non basta, dovremo accordarci». E dovranno farlo in due sole sedute.