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lunedì 17 marzo 2008

Aeroporto di S. Giacomo: servono posizioni chiare..

Chi si era illuso che con la proposta Thaler il progetto di ampliamento dell’aeroporto di S. Giacomo fosse definitivamente accantonato, si sbagliava di grosso e le notizie di questi giorni sul possibile ingresso della provincia di Trento nell’ABD, ne sono solo una conferma. La proposta Thaler di una moratoria non è infatti mai stata seriamente presa in considerazione, mentre si è lavorato alla concretizzazione dell’idea del presidente Durnwalder che, in soldoni, prevedeva l’ampliamento dello scalo con la momentanea rinuncia all’allungamento della pista. Questo naturalmente in attesa di tempi migliori.


L’unica cosa che realmente può ostacolare i progetti delle lobbies economiche e dei loro referenti politici è, a questo punto, il referendum, ma proprio per questo è essenziale tenere alta l’attenzione sull’argomento e sfruttare ogni occasione per ricercare le necessarie alleanze su tutto il territorio provinciale. Le elezioni possono essere un momento favorevole, ma occorre incalzare le forze politiche affinché prendano posizioni chiare ed impegni precisi. Il rischio altrimenti è che si giochi sull’ambiguità, sul non detto, sulla capacità dei più di dire tutto ed il contrario di tutto.


Oggi sono in campo dei nuovi soggetti politici. Ci dicano con chiarezza, senza reticenze ed ambiguità, sempre che ne siano in grado, se l’aeroporto di S. Giacomo va ampliato, se il tunnel del Brennero va fatto, se l’inceneritore di Bolzano è la soluzione migliore allo smaltimento dei rifiuti, se la cittadella dello sport, per quanto riguarda Laives, è la soluzione ai problemi di bilancio o alle esigenze dei cittadini, delle società sportive, dei giovani.


Insomma abbiano il coraggio e l’onestà di sottoporre le loro intenzioni, i loro reali programmi, al giudizio degli elettori.


 

Rifondazione Comunista – Laives

Aeroporto di S. Giacomo: servono posizioni chiare..

Chi si era illuso che con la proposta Thaler il progetto di ampliamento dell’aeroporto di S. Giacomo fosse definitivamente accantonato, si sbagliava di grosso e le notizie di questi giorni sul possibile ingresso della provincia di Trento nell’ABD, ne sono solo una conferma. La proposta Thaler di una moratoria non è infatti mai stata seriamente presa in considerazione, mentre si è lavorato alla concretizzazione dell’idea del presidente Durnwalder che, in soldoni, prevedeva l’ampliamento dello scalo con la momentanea rinuncia all’allungamento della pista. Questo naturalmente in attesa di tempi migliori.


L’unica cosa che realmente può ostacolare i progetti delle lobbies economiche e dei loro referenti politici è, a questo punto, il referendum, ma proprio per questo è essenziale tenere alta l’attenzione sull’argomento e sfruttare ogni occasione per ricercare le necessarie alleanze su tutto il territorio provinciale. Le elezioni possono essere un momento favorevole, ma occorre incalzare le forze politiche affinché prendano posizioni chiare ed impegni precisi. Il rischio altrimenti è che si giochi sull’ambiguità, sul non detto, sulla capacità dei più di dire tutto ed il contrario di tutto.


Oggi sono in campo dei nuovi soggetti politici. Ci dicano con chiarezza, senza reticenze ed ambiguità, sempre che ne siano in grado, se l’aeroporto di S. Giacomo va ampliato, se il tunnel del Brennero va fatto, se l’inceneritore di Bolzano è la soluzione migliore allo smaltimento dei rifiuti, se la cittadella dello sport, per quanto riguarda Laives, è la soluzione ai problemi di bilancio o alle esigenze dei cittadini, delle società sportive, dei giovani.


Insomma abbiano il coraggio e l’onestà di sottoporre le loro intenzioni, i loro reali programmi, al giudizio degli elettori.


 

Rifondazione Comunista – Laives

sabato 15 marzo 2008

Ok del consiglio comunale ad una commissione. «Ma deve mettersi subito al lavoro»

ALTO ADIGE, 15 MARZO 2008


 

In crisi famiglie e piccoli negozi


 Grasso (Rifondazione): «Necessaria un’azione concordata»


 


LAIVES. Famiglie in difficoltà per la spesa quotidiana; piccoli negozi (anche di generi alimentari) costretti a chiudere. Il caro vita e la crisi del commercio vanno a braccetto. La grande distribuzione fa quello che vuole. Basterà una commissione per affrontare di petto il problema ed arginarlo, in qualche modo. Rosario Grasso, consigliere comunale, indica la strada da seguire.


 Preso atto che nel corso della recente seduta di consiglio comunale «è stata finalmente approvata con i voti della maggioranza la nostra mozione per l’istituzione di una commissione che affronti in maniera complessiva il problema del carovita», Rosario Grasso - consigliere comunale di Rifondazione Comunista - in una nota evidenzia quali sono i passi necessari per venire incontro alle esigenze delle sempre più numerose famiglie in gravi difficoltà: «Occorre avere l’accortezza di indagare distinguendo tra grande e piccola distribuzione, tra negozi che svolgono una funzione sociale e altri invece che devono necessariamente stare sul mercato con le proprie forze». Grasso evidenzia «La scarsità di competenze del comune» ma sottolinea anche «La funzione che l’amministrazione pubblica potrebbe svolgere sia per calmierare i prezzi sia per venire incontro ai bisogni del settore ridando attrattiva commerciale al centro storico di Laives e delle sue frazioni. Occorre anche qui però coerenza di comportamenti e l’abbandono di posizioni egoistiche. I centri storici vanno liberati dal traffico se si vuole effettivamente renderli attraenti». Entrando poi nel merito del lavoro che dovrà svolgere la commissione, il consigliere di Rifondazione comunista evidenzia che «Naturalmente non potrà risolvere tutti i problemi, ma essa può essere un inizio, un’occasione che va colta. Ora occorre però che non si perda ulteriormente tempo e che si arrivi al più presto ad una sua costituzione. Fondamentale sarà il ruolo di proposta e di indirizzo dell’assessorato, ma naturalmente anche la disponibilità reale dei rappresentanti del settore». Quindi un coinvolgimento generale se davvero si intende raggiungere l’obiettivo di tutelare chi è in difficoltà. E quando si parla di disagi il discorso non può essere limitato soltanto a quelle famiglie - sempre di più - che fanno fatica ad arrivare alla fine del mese. Bisogna infatti considerare anche l’attività commerciale visto e considerato che proprio sul territorio comunale sono troppi i piccoli negozi che sono stati costretti, anche di recente, a chiudere i battenti.


 

Ok del consiglio comunale ad una commissione. «Ma deve mettersi subito al lavoro»

ALTO ADIGE, 15 MARZO 2008


 

In crisi famiglie e piccoli negozi


 Grasso (Rifondazione): «Necessaria un’azione concordata»


 


LAIVES. Famiglie in difficoltà per la spesa quotidiana; piccoli negozi (anche di generi alimentari) costretti a chiudere. Il caro vita e la crisi del commercio vanno a braccetto. La grande distribuzione fa quello che vuole. Basterà una commissione per affrontare di petto il problema ed arginarlo, in qualche modo. Rosario Grasso, consigliere comunale, indica la strada da seguire.


 Preso atto che nel corso della recente seduta di consiglio comunale «è stata finalmente approvata con i voti della maggioranza la nostra mozione per l’istituzione di una commissione che affronti in maniera complessiva il problema del carovita», Rosario Grasso - consigliere comunale di Rifondazione Comunista - in una nota evidenzia quali sono i passi necessari per venire incontro alle esigenze delle sempre più numerose famiglie in gravi difficoltà: «Occorre avere l’accortezza di indagare distinguendo tra grande e piccola distribuzione, tra negozi che svolgono una funzione sociale e altri invece che devono necessariamente stare sul mercato con le proprie forze». Grasso evidenzia «La scarsità di competenze del comune» ma sottolinea anche «La funzione che l’amministrazione pubblica potrebbe svolgere sia per calmierare i prezzi sia per venire incontro ai bisogni del settore ridando attrattiva commerciale al centro storico di Laives e delle sue frazioni. Occorre anche qui però coerenza di comportamenti e l’abbandono di posizioni egoistiche. I centri storici vanno liberati dal traffico se si vuole effettivamente renderli attraenti». Entrando poi nel merito del lavoro che dovrà svolgere la commissione, il consigliere di Rifondazione comunista evidenzia che «Naturalmente non potrà risolvere tutti i problemi, ma essa può essere un inizio, un’occasione che va colta. Ora occorre però che non si perda ulteriormente tempo e che si arrivi al più presto ad una sua costituzione. Fondamentale sarà il ruolo di proposta e di indirizzo dell’assessorato, ma naturalmente anche la disponibilità reale dei rappresentanti del settore». Quindi un coinvolgimento generale se davvero si intende raggiungere l’obiettivo di tutelare chi è in difficoltà. E quando si parla di disagi il discorso non può essere limitato soltanto a quelle famiglie - sempre di più - che fanno fatica ad arrivare alla fine del mese. Bisogna infatti considerare anche l’attività commerciale visto e considerato che proprio sul territorio comunale sono troppi i piccoli negozi che sono stati costretti, anche di recente, a chiudere i battenti.


 

venerdì 14 marzo 2008

Intervista al quotidiano "Tageszeitung"



Tageszeitung, 14 marzo 2008



di Verena Girardi



Intervista al quotidiano "Tageszeitung"



Tageszeitung, 14 marzo 2008



di Verena Girardi



Approvata in consiglio l'istituzione della commissione contro il carovita.

Durante l’ultimo consiglio comunale è stato finalmente approvato con i voti della maggioranza la nostra mozione per l’istituzione di una commissione che affronti in maniera complessiva il problema del carovita. La discussione è stata lunga ed articolata e si è svolta alla presenza di un nutrito gruppo di commercianti. Dal dibattito sono emersi i punti salienti e più controversi della questione e le varie forze politiche hanno avuto la possibilità di esprimersi ufficialmente ed in maniera pubblica. C’è naturalmente chi non ha saputo sottrarsi ad uno spot elettorale e chi in maniera più seria ha sostenuto le posizioni dei commercianti partendo da un ragionamento che ha al suo centro il mercato. Il blocco dei prezzi, secondo costoro, sarebbe impossibile da prospettare perché vi sono ferree ed indiscutibili leggi di mercato che agiscono nella loro formazione. Bene, ma se il mercato e la concorrenza sono la soluzione di tutti i mali , perché poi si sollecita un intervento dell’amministrazione, senza condizioni e per favorire indistintamente tutti gli operatori commerciali?


Delle due l’una: o si ritiene giusto far agire il mercato accettando che solo i più forti sopravvivano o si ritiene indispensabile l’intervento pubblico che però, a questo punto, non ha solo il diritto, ma il dovere di chiedere una contropartita in materia di controllo di prezzi.


A nostro parere occorre dunque avere l’accortezza di indagare nelle pieghe di quel mondo distinguendo tra grande e piccola distribuzione, tra negozi che svolgono una funzione sociale e altri invece che devono necessariamente stare sul mercato con le proprie forze.


Pur nella scarsità di competenze del comune si è inoltre delineata la funzione che l’amministrazione pubblica potrebbe svolgere  sia per calmierare i prezzi sia per venire incontro ai bisogni del settore ridando attrattiva commerciale al centro storico di Laives e delle sue frazioni. Occorre anche qui però coerenza di comportamenti e l’abbandono di posizioni egoistiche. I centri storici vanno liberati dal traffico se si vuole effettivamente renderli attraenti.


La commissione naturalmente non potrà risolvere tutti i problemi, ma essa può essere un inizio, un’occasione che va colta.


Ora occorre però che non si perda ulteriormente tempo e che si arrivi al più presto ad una sua costituzione. Fondamentale sarà il ruolo di proposta e  di indirizzo dell’assessorato, ma naturalmente anche la disponibilità reale dei rappresentanti del settore.


 


Rifondazione Comunista - Laives