mercoledì 1 ottobre 2008
SENZA COMMENTO
SENZA COMMENTO
Zanvettor a Grasso
«Rispettato il mandato degli elettori»
«Nell’ultimo periodo sono apparsi con una certa regolaritá, proprio di questo giornale, attacchi da parte del consigliere comunale di opposizione Rosario Grasso al sindaco Polonioli, in particolare riferiti al progetto del comparto pubblico, ed alla prossima rielaborazione del piano urbanistico comunale. Questi attacchi anche se “comprensibili” in una ottica di campagna elettorale in pieno svolgimento, non risultano, nel merito, assolutamente giustificati. Crediamo vadano segnalati alcuni aspetti della questione che il consigliere di Rifondazione Comunista volutamente tralascia. Il sindaco, e la giunta comuale, nel portare avanti il progetto di trasformazione del centro cittadino non fanno null’altro che il proprio dovere, per due ordini di motivi: il primo è che in questo modo si porta a compimento quanto previsto dall’importante concorso pubblico dei primi anni Novanta, l’attuale municipio nel frattempo realizzato è infatti solo una parte di tale originario progetto complessivo; il secondo motivo è che il compimento di tale opera, con la creazione di una piazza, è uno dei punti qualificanti del programma amministrativo e come tale è stato “approvato” e condiviso da tutti quegli elettori che hanno inteso premiare con il proprio voto, (74 per cento degli elettori) il sindaco e la coalizione di governo. Non vi sono comunque dubbi che la cittadinanza, avrá presto modo di visionare il progetto e questo naturalmente, possiamo rassicurare il consigliere Grasso, abbondantemente prima che si sia avviato l’iter di approvazione dello stesso». L’assessore Giorgio Zanvettor conclude la sua nota evidenziando che «Relativamente al nuovo piano urbanistico va detto che anche in questo caso le critiche riportate paiono fuori luogo: il consigliere Grasso sa benissimo che la gara per individuare il tecnico che verrá incaricato della rielaborazione del Piano urbanistoco comunale è tuttora in corso, l’utilitá di organizzare gli importanti incontri propedeutici al piano urbanistico, con popolazione ed associazioni prima della sua nomina è perlomeno opinabile».
In questi anni chiunque frequenti le riunioni del consiglio comunale ha imparato a conoscere il sindaco Polonioli e sa che, se c’è una cosa di cui non ha certo bisogno, è un avvocato. Allora, ci chiediamo, perché l’assessore Zanvettor ha sentito il bisogno di intervenire?
Evidentemente perché ha perfettamente compreso che le responsabilità del primo cittadino sono responsabilità politiche, di funzione, mentre ve ne sono di specifiche, e ben più pesanti, per ogni assessorato.
Certo vi è la possibilità che volesse farci sapere che la delega che gli è stata attribuita è in effetti dimezzata, con supervisione del sindaco, il quale accentra con protervia nelle sue mani tutto il potere. Se così fosse ci troveremmo di fronte ad assessorati a responsabilità limitata e ad assessori di serie "B", cosa che non crediamo affatto.
Si finge dunque di intervenire a difesa del sindaco per far credere di non avere responsabilità dirette, per generosità, per lealtà nei confronti della coalizione.
Il tentativo è però maldestro, non si controbatte alle critiche avanzate e si entra in contraddizione con la propria storia e con le idee avanzate per lustri come opposizione.
Meglio sarebbe stato un intervento chiarificatore sui ritardi per il parco Marconi, negli interventi di riqualificazione di S. Giacomo e sulle ciclabili.
Invece ci si accusa di fare campagna elettorale nel tentativo di indurci all’autocensura, ma si tratta di tempo sprecato.
Rifondazione Comunista – Laives
Zanvettor a Grasso
«Rispettato il mandato degli elettori»
«Nell’ultimo periodo sono apparsi con una certa regolaritá, proprio di questo giornale, attacchi da parte del consigliere comunale di opposizione Rosario Grasso al sindaco Polonioli, in particolare riferiti al progetto del comparto pubblico, ed alla prossima rielaborazione del piano urbanistico comunale. Questi attacchi anche se “comprensibili” in una ottica di campagna elettorale in pieno svolgimento, non risultano, nel merito, assolutamente giustificati. Crediamo vadano segnalati alcuni aspetti della questione che il consigliere di Rifondazione Comunista volutamente tralascia. Il sindaco, e la giunta comuale, nel portare avanti il progetto di trasformazione del centro cittadino non fanno null’altro che il proprio dovere, per due ordini di motivi: il primo è che in questo modo si porta a compimento quanto previsto dall’importante concorso pubblico dei primi anni Novanta, l’attuale municipio nel frattempo realizzato è infatti solo una parte di tale originario progetto complessivo; il secondo motivo è che il compimento di tale opera, con la creazione di una piazza, è uno dei punti qualificanti del programma amministrativo e come tale è stato “approvato” e condiviso da tutti quegli elettori che hanno inteso premiare con il proprio voto, (74 per cento degli elettori) il sindaco e la coalizione di governo. Non vi sono comunque dubbi che la cittadinanza, avrá presto modo di visionare il progetto e questo naturalmente, possiamo rassicurare il consigliere Grasso, abbondantemente prima che si sia avviato l’iter di approvazione dello stesso». L’assessore Giorgio Zanvettor conclude la sua nota evidenziando che «Relativamente al nuovo piano urbanistico va detto che anche in questo caso le critiche riportate paiono fuori luogo: il consigliere Grasso sa benissimo che la gara per individuare il tecnico che verrá incaricato della rielaborazione del Piano urbanistoco comunale è tuttora in corso, l’utilitá di organizzare gli importanti incontri propedeutici al piano urbanistico, con popolazione ed associazioni prima della sua nomina è perlomeno opinabile».
In questi anni chiunque frequenti le riunioni del consiglio comunale ha imparato a conoscere il sindaco Polonioli e sa che, se c’è una cosa di cui non ha certo bisogno, è un avvocato. Allora, ci chiediamo, perché l’assessore Zanvettor ha sentito il bisogno di intervenire?
Evidentemente perché ha perfettamente compreso che le responsabilità del primo cittadino sono responsabilità politiche, di funzione, mentre ve ne sono di specifiche, e ben più pesanti, per ogni assessorato.
Certo vi è la possibilità che volesse farci sapere che la delega che gli è stata attribuita è in effetti dimezzata, con supervisione del sindaco, il quale accentra con protervia nelle sue mani tutto il potere. Se così fosse ci troveremmo di fronte ad assessorati a responsabilità limitata e ad assessori di serie "B", cosa che non crediamo affatto.
Si finge dunque di intervenire a difesa del sindaco per far credere di non avere responsabilità dirette, per generosità, per lealtà nei confronti della coalizione.
Il tentativo è però maldestro, non si controbatte alle critiche avanzate e si entra in contraddizione con la propria storia e con le idee avanzate per lustri come opposizione.
Meglio sarebbe stato un intervento chiarificatore sui ritardi per il parco Marconi, negli interventi di riqualificazione di S. Giacomo e sulle ciclabili.
Invece ci si accusa di fare campagna elettorale nel tentativo di indurci all’autocensura, ma si tratta di tempo sprecato.
Rifondazione Comunista – Laives
SPRECHI
Pannelli solari ancora inutilizzati
Da mesi coperti con teloni E in giunta non si sa perché
Intanto si lavora anche per il fotovoltaico sul tetto del Municipio
BRUNO CANALI
Quei pannelli sono lì da tempo e c’è chi, come il consigliere comunale Roberto Ceol, non usa giri di parole: «Li hanno dimenticati», dice, aggiungendo che in questi mesi la caldaia ha continuato a funzionare mentre si potevano utilizzare, per ottenere acqua calda, proprio i pannelli solari posti sul tetto del centro giovanile. In merito a questa situazione, sia l’assessore ai lavori pubblici che quello all’arredo urbano, dicono di saperne poco o nulla: «Per i lavori di trasformazione del centro giovanile, appena conclusi - spiega ad esempio Renzo Gerolimon, titolare dei lavori pubblici - abbiamo tanto di collaudatore e di direttore dei lavori, immagino che sappiano quello che c’è da fare lì». Lo stesso tenore dall’assessore Giorgio Zanvettor, che è a conoscenza dell’installazione dei pannelli, ma perché ancora non siano stati attivati proprio non lo sa.
Invece Zanvettror sta seguendo il progetto per installare i pannelli fotovoltaici sul tetto del municipio. «Abbiamo commissionato un progetto di massima per capire come è opportuno intervenire e per ottenere dai tecnici l’elenco delle caratteristiche redel tetto del municipio. Con questi dati in mano, poi, cercheremo i finanziamenti presso la Cassa depositi e prestiti, perché si parla pur sempre di un investimento nell’ordine dei 500 mila euro».
La decisione di iniziare con i pannelli fotovoltaici era emersa in occasione di un confronto molto acceso in consiglio comunale con l’opposizione che chiedeva iniziative concrete per risparmiare energia mediante le nuove tecnologie solari. «Oltre a municipio e centro giovanile, abbiamo in programma di installare pannelli solari anche sopra il palazzetto dello sport - dice ancora Gerolimon - e l’unico problema è quello dei finanziamenti. Essendo infatti il quarto finanziamento relativo ai lavori di ristrutturazione del palazzetto comunale, dovremo recuperare i soldi necessari sfruttando la legge sul risparmio energetico».
IL CASO
Pista da skate abbandonata
L’impianto è stato smontato e dimenticato in Galizia
LAIVES. Dopo essere stata smontata per fare spazio al cantiere del centro giovanile, la pista per lo skate si trova abbandonata in un angolo della zona sportiva Galizia. È lì ormai da mesi, praticamente dimenticata, ed è un vero peccato perché la si poteva installare altrove, visto che le disponibilità di spazi non mancano. Si potrebbe collocare ad esempio nel grande spazio verde attrezzato che il Comune ha fatto realizzare dai Bacini montani della Provincia in zona Vallarsa, a monte dei campi da tennis: lì ci sarebbe tutto lo spazio necessario per la pista da skate e sicuramente tornerebbe ad essere un’attrazione e un riferimento per tanti ragazzi, come succedeva in zona Galizia, dove ogni pomeriggio erano parecchi i giovani che facevano acrobazie sulla tavola a rotelle. Probabilmente quella pista non tornerà più al suo posto in Galizia e comunque non subito dato che in programma c’è il progetto di trasformazione da 11 milioni. Sarebbe perciò opportuno trovarle una nuova sistemazione.
SPRECHI
Pannelli solari ancora inutilizzati
Da mesi coperti con teloni E in giunta non si sa perché
Intanto si lavora anche per il fotovoltaico sul tetto del Municipio
BRUNO CANALI
Quei pannelli sono lì da tempo e c’è chi, come il consigliere comunale Roberto Ceol, non usa giri di parole: «Li hanno dimenticati», dice, aggiungendo che in questi mesi la caldaia ha continuato a funzionare mentre si potevano utilizzare, per ottenere acqua calda, proprio i pannelli solari posti sul tetto del centro giovanile. In merito a questa situazione, sia l’assessore ai lavori pubblici che quello all’arredo urbano, dicono di saperne poco o nulla: «Per i lavori di trasformazione del centro giovanile, appena conclusi - spiega ad esempio Renzo Gerolimon, titolare dei lavori pubblici - abbiamo tanto di collaudatore e di direttore dei lavori, immagino che sappiano quello che c’è da fare lì». Lo stesso tenore dall’assessore Giorgio Zanvettor, che è a conoscenza dell’installazione dei pannelli, ma perché ancora non siano stati attivati proprio non lo sa.
Invece Zanvettror sta seguendo il progetto per installare i pannelli fotovoltaici sul tetto del municipio. «Abbiamo commissionato un progetto di massima per capire come è opportuno intervenire e per ottenere dai tecnici l’elenco delle caratteristiche redel tetto del municipio. Con questi dati in mano, poi, cercheremo i finanziamenti presso la Cassa depositi e prestiti, perché si parla pur sempre di un investimento nell’ordine dei 500 mila euro».
La decisione di iniziare con i pannelli fotovoltaici era emersa in occasione di un confronto molto acceso in consiglio comunale con l’opposizione che chiedeva iniziative concrete per risparmiare energia mediante le nuove tecnologie solari. «Oltre a municipio e centro giovanile, abbiamo in programma di installare pannelli solari anche sopra il palazzetto dello sport - dice ancora Gerolimon - e l’unico problema è quello dei finanziamenti. Essendo infatti il quarto finanziamento relativo ai lavori di ristrutturazione del palazzetto comunale, dovremo recuperare i soldi necessari sfruttando la legge sul risparmio energetico».
IL CASO
Pista da skate abbandonata
L’impianto è stato smontato e dimenticato in Galizia
LAIVES. Dopo essere stata smontata per fare spazio al cantiere del centro giovanile, la pista per lo skate si trova abbandonata in un angolo della zona sportiva Galizia. È lì ormai da mesi, praticamente dimenticata, ed è un vero peccato perché la si poteva installare altrove, visto che le disponibilità di spazi non mancano. Si potrebbe collocare ad esempio nel grande spazio verde attrezzato che il Comune ha fatto realizzare dai Bacini montani della Provincia in zona Vallarsa, a monte dei campi da tennis: lì ci sarebbe tutto lo spazio necessario per la pista da skate e sicuramente tornerebbe ad essere un’attrazione e un riferimento per tanti ragazzi, come succedeva in zona Galizia, dove ogni pomeriggio erano parecchi i giovani che facevano acrobazie sulla tavola a rotelle. Probabilmente quella pista non tornerà più al suo posto in Galizia e comunque non subito dato che in programma c’è il progetto di trasformazione da 11 milioni. Sarebbe perciò opportuno trovarle una nuova sistemazione.
martedì 30 settembre 2008
TRATTE D'ACCESSO: «No al collegamento a cielo aperto»
Il sindaco Zito: «Serve maggiore chiarezza sul progetto». Protesta anche il consiglio di Ora
Il consiglio comunale di Ora, all’unanimità, ha approvato la scorsa settimana una risoluzione contro un tracciato all’aperto degli allacciamenti al futuro tunnel di base del Brennero. Si tratta di una «finestra» - di 1200 metri circa - prevista nelle immediate vicinanze della zona per insediamenti produttivi ed a circa un chilometro di distanza dal centro abitato. «Un tracciato - sostiene il consiglio comunale nella risoluzione approvata all’unanimità - che comporterebbe per Ora un’ulteriore inaccettabile fonte di rumore ed avrebbe conseguenze negative anche sulla fauna e sulla flora». Nel corso di una recente riunione della Comunità di Valle, il sindaco di Ora ha chiesto ai progettisti di spostare la «finestra» a nord, verso Bronzolo.
Ma proprio Bronzolo ha una preoccupazione in più e riguarda, come detto, il collegamento fra il portale sud del tunnel e l’areale ferroviario della stazione di treni. Questa galleria - è il passante fra Ora e Cardano destinato a bypassare anche la città e la stazione di Bolzano - dovrebbe essere realizzata in largo anticipo rispetto al resto della tratta di accesso. Dice il sindaco Benedetto Zito: «Manca ancora la indispensabile chiarezza da parte dei progettisti. Noi abbiamo bisogno di vedere nero su bianco cosa intendono fare. Ciò che potremmo mai accettare è la costruzione di questo collegamento all’aperto con una sorta di mega barriera che verrebbe costruita nella vallata fra la zona della Atzwanger ed appunto la stazione dei treni».
La preoccupazione del sindaco Zito - che ovviamente parla a nome dell’amministrazione comunale e della comunità - è dettata dal fatto che sembrerebbe prevalere, in questo momento, la soluzione di un collegamento «aperto», contrariamente a quanto era previsto da sempre. «Se le preoccupazioni del consiglio comunale di Ora sono giustificate e condivisibili anche da parte nostra, mi preme ricordare che la tratta di accesso in Bassa Atesina verrà realizzata fra diversi anni e quindi c’è tutto il tempo per discutere. Invece per il passante ferroviario, con relativo collegamento all’areale della nostra stazione dei treni, è stata confermata la priorità. C’è dunque, da parte nostra, la pressante richiesta di ottenere la massima chiarezza».