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domenica 9 marzo 2008

Costituito il comitato pari opportunità

Alto Adige, 09 MARZO 2008


 INTENSA ATTIVITÀ



 LAIVES. Nominato di recente dal consiglio comunale, il Comitato per le pari opportunità inizia a lavorare. Ne fanno parte il sindaco e quindi le consigliere comunali Patrizia Simone (presidente del comitato pari opportunità) Monica Espen, Siegliende Niederstaetter, Rosa Maria Wieser e Luisella Raveane, insieme a Valentina Armani, Carla Franceschini. Pia Carli e Lina Montan. Ciò che questo comitato si propone è quello di rimuovere ogni comportamento discriminatorio che faccia riferimento all’appartenenza sessuale così come di ogni altro ostacolo che di fatto possa limitare l’uguaglianza fra donne e uomini nel mondo del lavoro e sul territorio. Verranno anche proposte via via iniziative che riguardino specificatamente tematiche di genere femminile e già dalle prime riunioni, in questo senso, si è cerato un clima di grande motivazione e partecipazione.


 Tra le prime cose, la mostra dei disegni che i bambini delle quarte classi elementari tedesche di Laives hanno realizzato per partecipare al concorso provinciale «La donna in rosso», allestita nell’atrio del municipio e poi anche conferenze. (b.c.)

Costituito il comitato pari opportunità

Alto Adige, 09 MARZO 2008


 INTENSA ATTIVITÀ



 LAIVES. Nominato di recente dal consiglio comunale, il Comitato per le pari opportunità inizia a lavorare. Ne fanno parte il sindaco e quindi le consigliere comunali Patrizia Simone (presidente del comitato pari opportunità) Monica Espen, Siegliende Niederstaetter, Rosa Maria Wieser e Luisella Raveane, insieme a Valentina Armani, Carla Franceschini. Pia Carli e Lina Montan. Ciò che questo comitato si propone è quello di rimuovere ogni comportamento discriminatorio che faccia riferimento all’appartenenza sessuale così come di ogni altro ostacolo che di fatto possa limitare l’uguaglianza fra donne e uomini nel mondo del lavoro e sul territorio. Verranno anche proposte via via iniziative che riguardino specificatamente tematiche di genere femminile e già dalle prime riunioni, in questo senso, si è cerato un clima di grande motivazione e partecipazione.


 Tra le prime cose, la mostra dei disegni che i bambini delle quarte classi elementari tedesche di Laives hanno realizzato per partecipare al concorso provinciale «La donna in rosso», allestita nell’atrio del municipio e poi anche conferenze. (b.c.)

venerdì 7 marzo 2008

Se c'è la volontà politica, si può fare.

Dal 1. marzo nella regione Marche, il prezzo di alcuni prodotti di uso comune è stato bloccato fino al 31 Agosto.



 L’accordo è stato presentato ieri e verrà sottoscritto Venerdì. «Il nostro obiettivo è la tutela delle fasce di reddito più deboli nel loro potere d’acquisto», ha detto il governatore marchigiano Gian Mario Spacca. Come detto è un’iniziativa apripista a livello nazionale, dato il coinvolgimento delle associazioni dei consumatori, che avranno il compito di monitorare la corretta applicazione del prezzo prefissato all’interno dei punti vendita. E’stato individuato un paniere di 75 "referenze" per la grande distribuzione, 50 per la media e 25 per la piccola che, saranno contrassegnati dall’immagine di un lucchetto, e come detto avranno i prezzi bloccati.



Si tratta di beni sopratutto alimentari e di largo consumo: pasta, vari tipi di carne, latte a lunga conservazione ecc. Le varie associazioni dei consumatori hanno reagito positivamente all’iniziativa, aggiungendo che comunque non è la via risolutiva del problema caro-vita.



Favorevole anche la Confcommercio, per il direttore regionale delle Marche inoltre è necessario intervenire su tutta la filiera. Il commercio da troppo tempo è ingiustamente messo sul banco degli imputati. Anche il Governatore della Banca d’Italia, Draghi, ha fatto capire che a spingere il livello dei prezzi sono soprattutto carburanti e servizi pubblici. La lista con tutti i prodotti bloccati la trovate su www.commercio.marche.it L’iniziativa partirà il 1 Marzo.

Se c'è la volontà politica, si può fare.

Dal 1. marzo nella regione Marche, il prezzo di alcuni prodotti di uso comune è stato bloccato fino al 31 Agosto.



 L’accordo è stato presentato ieri e verrà sottoscritto Venerdì. «Il nostro obiettivo è la tutela delle fasce di reddito più deboli nel loro potere d’acquisto», ha detto il governatore marchigiano Gian Mario Spacca. Come detto è un’iniziativa apripista a livello nazionale, dato il coinvolgimento delle associazioni dei consumatori, che avranno il compito di monitorare la corretta applicazione del prezzo prefissato all’interno dei punti vendita. E’stato individuato un paniere di 75 "referenze" per la grande distribuzione, 50 per la media e 25 per la piccola che, saranno contrassegnati dall’immagine di un lucchetto, e come detto avranno i prezzi bloccati.



Si tratta di beni sopratutto alimentari e di largo consumo: pasta, vari tipi di carne, latte a lunga conservazione ecc. Le varie associazioni dei consumatori hanno reagito positivamente all’iniziativa, aggiungendo che comunque non è la via risolutiva del problema caro-vita.



Favorevole anche la Confcommercio, per il direttore regionale delle Marche inoltre è necessario intervenire su tutta la filiera. Il commercio da troppo tempo è ingiustamente messo sul banco degli imputati. Anche il Governatore della Banca d’Italia, Draghi, ha fatto capire che a spingere il livello dei prezzi sono soprattutto carburanti e servizi pubblici. La lista con tutti i prodotti bloccati la trovate su www.commercio.marche.it L’iniziativa partirà il 1 Marzo.

martedì 4 marzo 2008

«Comuni, difendete il potere d’acquisto»

ALTO ADIGE, 04 MARZO 2008


 di Davide Pasquali


 

Il Ctcu lancia un accorato appello «Tariffe bloccate, prezzi contenuti»


 

«Le famiglie altoatesine rischiano davvero il collasso Necessario un pacchetto di misure urgenti ed efficaci Le amministrazioni locali devono scendere in campo»


 


 BOLZANO. Carovita: il Ctcu tenta di correre ai ripari. Perché anche le famiglie altoatesine faticano sempre più a pagare le rate del mutuo, a far fronte alle spese di affitto luce e riscaldamento, ad acquistare beni di prima necessità. Perciò i consumatori chiedono una serie di misure urgenti per arginare l’esplosione dei prezzi: blocco delle tariffe, pubblicazione di tabelle di confronto sull’andamento dei prezzi, eliminazione dell’addizionale Irpef comunale.


 Difendere il potere d’acquisto, intervenendo subito contro la spirale dei rincari. Questo si prefigge il Ctcu, che nella giornata di ieri ha diffuso una serie di richieste alle amministrazioni altoatesine, sia Comunali che provinciali.


 Anche le famiglie altoatesine, infatti, faticano sempre di più a pagare puntualmente le rate del mutuo, a far fronte alle spese di affitto, luce e riscaldamento, ad acquistare beni di prima necessità e altri importanti servizi, a sborsare il denaro necessario per la mobilità quotidiana tra casa e lavoro. Questa situazione è bene evidenziata dai dati Eurispes, che rilevano una perdita del potere d’acquisto delle famiglie pari al 35% e un aumento dei prezzi dell’8% solo in questi ultimi mesi. Appena un terzo delle famiglie italiane arriva a fine mese senza problemi. Salari e pensioni sono tra i più bassi d’Europa, e ciò anche a causa del loro mancato adeguamento alla crescita dell’inflazione reale.


 L’Eurispes sintetizza così il problema: «Lavoratori e pensionati sono pagati in lire, ma devono fare la spesa e gestire il proprio bilancio in euro».


 In Alto Adige la situazione non è migliore che altrove. Secondo l’indagine multiscopo 2005, condotta come ogni anno dall’Istituto provinciale di statistica Astat per conto dell’Istat, il 69,8% delle famiglie riteneva che le proprie disponibilità negli ultimi dodici mesi fossero adeguate a soddisfare le esigenze di tutti i componenti familiari; il 2,5% le giudicava ottime. Il 59,3% degli intervistati non era riuscito ad accantonare risparmi nel periodo considerato, il 30% sì. «Non c’è dubbio - spiega il Ctcu - che questo quadro nel frattempo sia peggiorato». Le pensioni medie di lavoratori dipendenti, agricoltori e artigiani altoatesini, ad esempio, risultano più basse che nel resto del Nord Italia; nel caso di lavoratori dipendenti e agricoltori sono addirittura inferiori alla media nazionale.


«A nostro avviso - proseguono i consumatori - serve un intervento urgente ed efficace per arginare l’esplosione dei prezzi. Un intervento al quale può e deve contribuire la politica, a tutti i livelli».


Perciò, «ai Comuni chiediamo di adottare alcuni provvedimenti immediati».


 Innanzitutto, porre subito un blocco delle tariffe dei servizi di pubblica utilità offerti da comuni e aziende municipalizzate (rifiuti, acqua potabile, acque reflue, scuole materne, asili nido, mense scolastiche, piscine, mezzi di trasporto locale, case di cura e pensionati, parcheggi, cimiteri eccetera). «Allo stesso modo - si precisa - dovrebbero essere congelate per due anni anche le tasse per le prestazioni erogate dai Comuni».


 In secondo luogo, pubblicare tabelle di confronto e monitorare l’andamento dei prezzi. «Poiché per i consumatori è importante non solo l’aumento, ma anche e soprattutto il livello dei prezzi, occorre effettuare indagini comparative di tale indicatore e parallelamente istituire un efficiente osservatorio prezzi a livello comunale». A tale riguardo, richiamando le indicazioni della Finanziaria 2008 (articolo 2, commi 196 e 197), «esortiamo tutti i Comuni a effettuare confronti dei prezzi e a renderli noti ai consumatori nella forma più adeguata, indicando i punti vendita interessati dalla rilevazione».


 Infine, si chiede di eliminare le addizionali comunali all’Irpef. I Comuni che in Alto Adige hanno deliberato l’aumento dell’addizionale all’imposta sul reddito delle persone fisiche non sono certo pochi.

«Comuni, difendete il potere d’acquisto»

ALTO ADIGE, 04 MARZO 2008


 di Davide Pasquali


 

Il Ctcu lancia un accorato appello «Tariffe bloccate, prezzi contenuti»


 

«Le famiglie altoatesine rischiano davvero il collasso Necessario un pacchetto di misure urgenti ed efficaci Le amministrazioni locali devono scendere in campo»


 


 BOLZANO. Carovita: il Ctcu tenta di correre ai ripari. Perché anche le famiglie altoatesine faticano sempre più a pagare le rate del mutuo, a far fronte alle spese di affitto luce e riscaldamento, ad acquistare beni di prima necessità. Perciò i consumatori chiedono una serie di misure urgenti per arginare l’esplosione dei prezzi: blocco delle tariffe, pubblicazione di tabelle di confronto sull’andamento dei prezzi, eliminazione dell’addizionale Irpef comunale.


 Difendere il potere d’acquisto, intervenendo subito contro la spirale dei rincari. Questo si prefigge il Ctcu, che nella giornata di ieri ha diffuso una serie di richieste alle amministrazioni altoatesine, sia Comunali che provinciali.


 Anche le famiglie altoatesine, infatti, faticano sempre di più a pagare puntualmente le rate del mutuo, a far fronte alle spese di affitto, luce e riscaldamento, ad acquistare beni di prima necessità e altri importanti servizi, a sborsare il denaro necessario per la mobilità quotidiana tra casa e lavoro. Questa situazione è bene evidenziata dai dati Eurispes, che rilevano una perdita del potere d’acquisto delle famiglie pari al 35% e un aumento dei prezzi dell’8% solo in questi ultimi mesi. Appena un terzo delle famiglie italiane arriva a fine mese senza problemi. Salari e pensioni sono tra i più bassi d’Europa, e ciò anche a causa del loro mancato adeguamento alla crescita dell’inflazione reale.


 L’Eurispes sintetizza così il problema: «Lavoratori e pensionati sono pagati in lire, ma devono fare la spesa e gestire il proprio bilancio in euro».


 In Alto Adige la situazione non è migliore che altrove. Secondo l’indagine multiscopo 2005, condotta come ogni anno dall’Istituto provinciale di statistica Astat per conto dell’Istat, il 69,8% delle famiglie riteneva che le proprie disponibilità negli ultimi dodici mesi fossero adeguate a soddisfare le esigenze di tutti i componenti familiari; il 2,5% le giudicava ottime. Il 59,3% degli intervistati non era riuscito ad accantonare risparmi nel periodo considerato, il 30% sì. «Non c’è dubbio - spiega il Ctcu - che questo quadro nel frattempo sia peggiorato». Le pensioni medie di lavoratori dipendenti, agricoltori e artigiani altoatesini, ad esempio, risultano più basse che nel resto del Nord Italia; nel caso di lavoratori dipendenti e agricoltori sono addirittura inferiori alla media nazionale.


«A nostro avviso - proseguono i consumatori - serve un intervento urgente ed efficace per arginare l’esplosione dei prezzi. Un intervento al quale può e deve contribuire la politica, a tutti i livelli».


Perciò, «ai Comuni chiediamo di adottare alcuni provvedimenti immediati».


 Innanzitutto, porre subito un blocco delle tariffe dei servizi di pubblica utilità offerti da comuni e aziende municipalizzate (rifiuti, acqua potabile, acque reflue, scuole materne, asili nido, mense scolastiche, piscine, mezzi di trasporto locale, case di cura e pensionati, parcheggi, cimiteri eccetera). «Allo stesso modo - si precisa - dovrebbero essere congelate per due anni anche le tasse per le prestazioni erogate dai Comuni».


 In secondo luogo, pubblicare tabelle di confronto e monitorare l’andamento dei prezzi. «Poiché per i consumatori è importante non solo l’aumento, ma anche e soprattutto il livello dei prezzi, occorre effettuare indagini comparative di tale indicatore e parallelamente istituire un efficiente osservatorio prezzi a livello comunale». A tale riguardo, richiamando le indicazioni della Finanziaria 2008 (articolo 2, commi 196 e 197), «esortiamo tutti i Comuni a effettuare confronti dei prezzi e a renderli noti ai consumatori nella forma più adeguata, indicando i punti vendita interessati dalla rilevazione».


 Infine, si chiede di eliminare le addizionali comunali all’Irpef. I Comuni che in Alto Adige hanno deliberato l’aumento dell’addizionale all’imposta sul reddito delle persone fisiche non sono certo pochi.

venerdì 29 febbraio 2008

Alto Adige, 29 FEBBRAIO 2008


Inceneritore e scalo aeroportuale sono i problemi di attualità. Il consigliere comunale presenta un’interrogazione


 «Serve più collaborazione con Bolzano»


 Grasso (Rifondazione) rilancia. Sindaco e Zanvettor: già si lavora



Polonioli: c’è anche da affrontare la questione carcere


 

 LAIVES. Recentemente c’era stato un vivace dibattito in merito all’ipotesi, avanzata dal sindaco del capoluogo altoatesino, di unire in una sola realtà comunale i territori di Laives e Bolzano. Va ricordato che tale ipotesi non ha incontrato a Laives grandi entusiasmi, ma è evidente che su determinate tematiche, tra le due realtà comunali sarebbe necessaria maggiore volontà di collaborazione.


 È stato in occasione del dibattito che Rosario Grasso, consigliere di Rifondazione comunista a Laives, aveva sostanzialmente bocciato Spagnolli, dichiarando che il rischio di un matrimonio del genere sarebbe stato quello di trovarsi poi in casa le strutture che il capoluogo non desidera. Lo stesso consigliere adesso ha presentato una interrogazione che ha analogie con il discorso.


Grasso affronta la questione dell’inceneritore di Bolzano «Impianto che verrà ubicato poco più a sud di quello attuale, a poca distanza dal territorio comunale di Laives. La tecnologia che verrà applicata - aggiunge Grasso - pur essendo tra le più avanzate, non potrà certo garantire una emissione zero di sostanze inquinanti, sostanze che irrimediabilmente interesseranno anche noi».


 E qui si aggancia il discorso della continuità territoriale fra Laives e Bolzano e del livello di collaborazione tra le due amministrazioni comunali. «Effettivamente non abbiamo mai affrontato con Bolzano e con la Provincia questi temi - spiega il sindaco Giovanni Polonioli - e accanto all’inceneritore mettiamoci pure aeroporto e nuovo carcere. Vero è che non possiamo incidere sulle scelte che Bolzano opera nel suo territorio comunale, ma ci rimane comunque la possibilità di manifestare la nostra preoccupazione eventualmente». Gli fa eco l’assessore dei Verdi, Giorgio Zanvettor: “Non c’è grande partecipazione con Bolzano anche se bisogna tenere presente che per strutture come aeroporto ed inceneritore, la legge urbanistica provinciale parla di interesse sovracomunale, dove la Provincia ha ampio margine di decisione. Al di là di questo, anch’io ritengo che sarebbe sensato lavorare con maggiore collaborazione tra noi e il capoluogo».


Esempi di scarsa collaborazione tra le due amministrazioni comunque non ne mancano, anche sulle piccole cose.